venerdì 18 settembre 2026

Madri e figli: quando l’amore sopravvive alla distanza

Giardino rustico di Gustav Klimt
Giardino rustico di Gustav Klimt

Ci sono ferite che, una volta aperte, non si richiudono con facilità. Restano sospese tra due persone, anche quando a provocarle è stata la rabbia e non ciò che davvero si custodiva dentro.

Un litigio può nascere da un’incomprensione, da un dolore celato, da qualcosa che non è stato detto nel modo giusto. Poi, in pochi istanti, la rabbia diventa più forte del dolore che l’ha generata. Si cerca di difendersi e si finisce per colpire. Si pretende di essere ascoltati e si smette di ascoltare.

A volte la distanza sembra l’unico modo per proteggere il proprio spazio, per sottrarsi a ciò che ha ferito, per convincersi che, non parlandone più, anche il dolore finirà per scomparire. Ma ciò che viene messo a tacere non sempre smette di esistere.

La distanza, allora, non è soltanto non parlarsi. È non poter più cercare gli occhi dell’altro, non sapere come avvicinarsi, avere dentro mille cose da dire e non riuscire a pronunciarne nessuna.

Alcuni credono che il silenzio possa attenuare ogni cosa, che il tempo renda più sopportabile ciò che fa male. Ma il silenzio può nascondere un sentimento, non cancellarlo. E quando l’amore è profondo, può restare intatto anche sotto anni di distanza, orgoglio e incomprensione.

Il limite più oscuro degli esseri umani è forse proprio questo: riuscire a ferire più profondamente chi occupa un posto immenso nella propria vita.

E la punizione più crudele è quella che viene dopo: continuare ad amare e, nello stesso tempo, non riuscire più a raggiungersi.

A volte, però, il tempo non chiede altro che di smettere di aggiungere dolore al dolore. Non tutto deve essere spiegato, né ogni ferita ha bisogno di essere riaperta. Ci sono silenzi che possono essere rispettati senza trasformarli in muri.

Perché proteggere ciò che si sente non significa necessariamente cancellarlo.

Alcuni legami sono troppo profondi perché una lite possa davvero cancellarli. Possono essere coperti dalla rabbia, dal dolore, dalla distanza; possono perfino sembrare spezzati. Ma sotto tutto questo, ciò che li ha uniti continua a esistere.

E forse l’amore più grande non è quello che pretende di cancellare la distanza, ma quello che sa rispettarla senza trasformarla in una condanna.

Perché il tempo può separare, il silenzio può proteggere, la distanza può lasciare spazio. Ma nulla di tutto questo, da solo, ha il potere di cancellare ciò che è stato amato davvero.

Ci sono legami che possono attraversare la rabbia, il silenzio, la distanza e perfino il dolore più profondo. Quello tra una madre e un figlio appartiene a questa categoria. Può essere ferito, può essere messo alla prova, può conoscere la distanza. Ma come si può davvero cancellare un amore che ha imparato a riconoscersi quando ancora le parole non esistevano?

- Rossana vanderBorg