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| Le Ninfee di Claude Monet |
Viene da chiedersi perché sentiamo il bisogno di trovare un senso anche là dove non riusciamo a intravederne uno.
Albert Camus si è confrontato a lungo con l'assurdità della condizione umana, con la necessità di dare un significato alla propria esistenza e con l'assenza di risposte certe. Una questione che attraversa la filosofia, la religione e, in fondo, la vita di ciascuno di noi.
Il bisogno di dare un senso alla vita
Le religioni sono nate anche per aiutare l'essere umano ad affrontare le incertezze e le paure, a comprendere il proprio simile e a trovare un punto d'appoggio di fronte al mistero. I loro insegnamenti e le loro regole offrono riferimenti per orientarsi, talvolta richiamando principi dettati dal semplice buonsenso. Confucio, Gesù e altri maestri hanno lasciato una bussola, anche se seguirne la direzione non è sempre facile.
Da bambini si dispongono i giochi e, crescendo, ci si illude di poter progettare la propria vita, di esserne gli inventori. Si sceglie una strada anziché un'altra, ci si lascia guidare dall'educazione ricevuta a scuola e in famiglia, dai buoni o cattivi esempi, dalle esperienze che trasformano un ragazzo in un adulto. Da molto altro.
All'inizio c'è l'entusiasmo di poter decidere la propria direzione. Ci si sente liberi, a volte finalmente indipendenti, e si comincia a immaginare ciò che si vorrebbe diventare. Per un certo periodo sembra davvero di avere il futuro nelle proprie mani. È questa una delle meraviglie più belle della giovinezza.
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