L’amore è uno. Non se ne possono avere di più. Puoi provare attrazione per più persone, affetto, ma non amore. Non sono solo i grandi scrittori a scriverlo, o i tanti grandi amori che la storia ci tramanda. L’amore è un sentimento esclusivo, unico, raro.
Nella vita la maggior parte si adatta a ciò che trova, o a quella che crede sia la propria esigenza. Qui spesso nascono i dolori perché l’essere umano è furbo e, per ottenere i propri desideri, imbroglia e prende per il naso a volte se stesso, ma più spesso il malcapitato di turno.
Dentro il pentolone ci finisce di tutto: molti ne ricavano benessere e status; anche nei tempi moderni, perlopiù sono donne — alla faccia dell’emancipazione femminile — perché il denaro continua a brillare.
Molti vedono nel rimanere soli un fallimento: non essere riusciti a trovare un partner è sinonimo d’incapacità.
Alcuni, sempre più rari, desiderano una famiglia, e non parliamo di certe donnole che vedono nei figli un’assicurazione al loro benessere, ma chi ha nei ricordi la famiglia di antica memoria, genitori e figli e poi nipoti nel tramonto della vita.
Molti uomini, in genere ricchi e potenti, cercano un trofeo da mettere nello scaffale, alla pari delle corna dei cervi nelle baite di montagna, e non di rado con queste vengono ripagati.
Insomma c’è un vasto corollario di motivi per trovare qualcuno… tuttavia di un “qualcuno” si tratta.
Ecco spiegato in tempi moderni la fama ottenuta dai tanti siti d’incontro. Si cerca e si trova un “qualcuno”.
Chi vuole illudersi può farlo. Ma dovrebbe almeno capire la differenza tra un sentimento autentico e ciò che autentico non è — come ho già scritto in Quale amore? https://www.bastablablabla.com/2015/05/quale-amore.html— e tra amore e vincolo, quando il rapporto diventa altro, come nel Matrimonio civile: un contratto capestro https://www.bastablablabla.com/2019/01/matrimonio-civile-un-contratto-capestro.html.
È facile capire chi ti ama davvero: è chi resta con te senza cercare altro che la tua presenza, così come sei.
Perché nel momento in cui dallo stare con qualcuno si pretende un vantaggio, un tornaconto o qualcosa che vada oltre il sentimento, allora non si parla più d’amore.
Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce il saper scegliere: riconoscere chi vuole davvero te… e chi invece vuole solo ciò che può ottenere da te.
Per favore non bestemmiate chiamando Amore quello che non lo è.
Siamo dominati da una gigantesca ipocrisia, che alimenta depressione, stress e rabbia, trasformando le nostre società in luoghi sempre più tristi, dove le persone rimasticano legami falliti e scaricano il proprio livore sugli altri. Molti sostituiscono partner con facilità, tanto da far dubitare che sappiano distinguere tra soggetto e oggetto.
E così, oltre al consumismo materiale di cui sono fautori, trasferiscono la stessa logica nella vita sentimentale: le persone diventano individui da consumare, usare e sostituire, finché servono. Una deriva che alimenta relazioni tossiche, instabilità affettiva e crisi dei rapporti umani.
Bisogna imparare ad accettare che non tutto nella vita è un diritto. Accettare che, così come si nasce alti o bassi, belli o brutti, più o meno intelligenti, l’amore è un dono raro — e non è riservato a tutti. Esagerava Albert Camus nello scrivere: “Il vero amore è eccezionale, due o tre volte in un secolo all’incirca. Per il resto, vanità o noia”. Tuttavia non è un sentimento di massa.
Alla base di tutto, però, ossia negli altri tipi di relazione, devono esserci onestà e rispetto: verso se stessi e verso gli altri.
Non prendersi in giro. Non imbrogliare la buona fede degli altri.
Rossana vanderBorg https://www.bastablablabla.com/p/chi-sono.html