giovedì 23 aprile 2026

Non chiamatelo amore: è solo bisogno

 

L’amore è uno. Non se ne possono avere di più. Puoi provare attrazione per più persone, affetto, ma non amore. Non sono solo i grandi scrittori a scriverlo, o i tanti grandi amori che la storia ci tramanda. L’amore è un sentimento esclusivo, unico, raro.

Nella vita la maggior parte si adatta a ciò che trova, o a quella che crede sia la propria esigenza. Qui spesso nascono i dolori perché l’essere umano è furbo e, per ottenere i propri desideri, imbroglia e prende per il naso a volte se stesso, ma più spesso il malcapitato di turno.

Dentro il pentolone ci finisce di tutto: molti ne ricavano benessere e status; anche nei tempi moderni, perlopiù sono donne — alla faccia dell’emancipazione femminile — perché il denaro continua a brillare.

Molti vedono nel rimanere soli un fallimento: non essere riusciti a trovare un partner è sinonimo d’incapacità.

Alcuni, sempre più rari, desiderano una famiglia, e non parliamo di certe donnole che vedono nei figli un’assicurazione al loro benessere, ma chi ha nei ricordi la famiglia di antica memoria, genitori e figli e poi nipoti nel tramonto della vita.

Molti uomini, in genere ricchi e potenti, cercano un trofeo da mettere nello scaffale, alla pari delle corna dei cervi nelle baite di montagna, e non di rado con queste vengono ripagati.

Insomma c’è un vasto corollario di motivi per trovare qualcuno… tuttavia di un “qualcuno” si tratta.

Ecco in tempi moderni la fama ottenuta dai tanti siti d’incontro. Si cerca e si trova un “qualcuno”.

Chi vuole illudersi può farlo. Ma dovrebbe almeno capire la differenza tra un sentimento autentico e ciò che autentico non è — come ho già scritto in Quale amore? https://www.bastablablabla.com/2015/05/quale-amore.html— e tra amore e vincolo, quando il rapporto diventa altro, come nel Matrimonio civile: un contratto capestro https://www.bastablablabla.com/2019/01/matrimonio-civile-un-contratto-capestro.html.

Per favore però non bestemmiate chiamando Amore quello che non lo è.

Siamo dominati da una gigantesca ipocrisia, che alimenta depressione, stress e rabbia, trasformando le nostre società in luoghi sempre più tristi, dove le persone rimasticano legami falliti e scaricano il proprio livore sugli altri.

Bisogna imparare ad accettare che non tutto nella vita è un diritto. Accettare che, così come si nasce alti o bassi, belli o brutti, più o meno intelligenti, l’amore è una conquista — e non è riservata a tutti.

Alla base di tutto, però, devono esserci onestà e rispetto: verso se stessi e verso gli altri.

Non prendersi in giro. Non imbrogliare la buona fede degli altri.