sabato 25 aprile 2026

La cultura si respira in casa: tra scuola, pensiero critico e analfabetismo funzionale

Scuola di Atene di Raffaello Sanzio
Scuola di Atene di Raffaello Sanzio


Azzardo a scrivere sull’argomento e a inserirlo nella pagina “cultura”, in cui ho dedicato ben due articoli a Maurizio Liverani, che è stato un grande personaggio, coerente con le sue idee.

https://www.bastablablabla.com/2025/02/maurizio-liverani-in-ricordo.html;https://www.bastablablabla.com/2021/07/maurizio-liverani-nemo-propheta-in.html

Lo faccio prendendo spunto dalla sua convinzione                                                                                        che  la cultura si respira in casa.

Ne sono convinta, soprattutto nei tempi moderni, dove le botteghe di apprendistato non esistono più e la famiglia spesso non ha la capacità di supplire a questa   mancanza.

Queste permettevano di entrare in contatto con persone che erano “l’aria” in cui sviluppare le proprie capacità individuali.

La scuola, sempre più appiattita, crea una collettività che, per fortuna nelle nostre latitudini, offre una base che permette di uscire dall'ignoranza.

Tuttavia, è ben lontana dall’insegnare a ragionare con la propria testa e ad avere idee proprie, libere da manipolazioni.

Sta di fatto che il saper leggere e scrivere, e aver imparato un po’ di tutto, non fa di molti — forse troppi — dei veri alfabetizzati.

Infatti, nei paesi OCSE circa il 25% degli adulti ha competenze di lettura bassissime.

Ma la percentuale sale, e di molto.

Una grande parte della popolazione, favorita da letture superficiali e messaggi emotivi, non distingue la differenza tra informazione e manipolazione.

Finendo per avere competenze limitate in contesti complessi.

Fin troppi sono portati a non contestualizzare e verificare una notizia.

Dandola per scontata.

Basta vedere come, nel mondo delle offerte, davanti a “uno sconto del 50% + 10%” molti credano equivalga al 60%.

E si va oltre.

Nella lettura di libri o nell’ascolto di un dibattito si travisa un commento.

O non si distingue tra opinione e fatto.

Il risultato è l’incapacità di elaborare correttamente.

Una comprensione parziale porta a supposizioni sbagliate.

Distorcendo il senso.

Per non parlare dell’incapacità di interpretare l’ironia, le metafore, i sottintesi.

Prendendo tutto alla lettera.

Ne sono esempi, in tempi moderni, i fraintendimenti online.

Che spesso sono anche voluti da menti esperte.

Pochi riescono, alla fine, a comprendere il rapporto causa-effetto.

Ed ecco che torniamo alla cultura che si respira in casa.

Se il bambino, fin da piccolissimo, è esposto alla lettura, al dialogo, alla curiosità, difficilmente cadrà nella caverna di Platone.

Sono norme invisibili che permettono di capire realmente il mondo che ci circonda.

Vivere in una casa con tanti libri.

Dove si privilegia la discussione e la libertà di pensiero.

Dove è permesso, fin da piccoli, esprimere le proprie idee.

Ascoltare e rispondere nel merito.

Essere corretti quando si sbaglia.

Tutto questo è un allenamento a ricercare una comprensione profonda e non superficiale.

Da grandi, questo permetterà di usare bene la tecnologia.

Verificare le fonti.

Confrontare le informazioni.

Distinguere le opinioni dai fatti.

E qui arriviamo all’importanza del pensiero critico attivo.

Che consente di non vivere come una sconfitta il cambiare idea.

Di non assorbire passivamente tutto ciò che ci circonda.

Fa la differenza tra l’essere intransigenti, convinti oltre misura delle proprie idee, e l’analizzare le situazioni senza farsi guidare solo dall’emozione del momento.

Questa è la difesa di un essere libero e colto.

E all’analfabetismo funzionale puntano i social media e la pubblicità.

Materia per un altro post.

Rossana vanderBorg https://www.bastablablabla.com/p/chi-sono.html