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| Diogene di Johann Tischbein |
Ebbene, da oltre quarant’anni, cercare nelle università e nelle scuole — dall’asilo alle superiori — un insegnante di destra è come cercare quell’uomo.
E trovarlo è quasi impossibile.
Questo per dire che la gioventù, in questo frangente, è stata educata secondo una visione dominante, soprattutto negli ambienti pubblici, che ha formato generazioni di studenti spesso più orientati ideologicamente che realmente preparati.
Quando oggi si parla sempre più spesso di violenza giovanile, viene spontaneo chiedersi: che cosa hanno insegnato coloro che per anni hanno predicato convivenza civile, integrazione e comprensione a ogni costo?
Si è sempre giustificato tutto: motivazioni familiari, fragilità psicologiche, difficoltà adolescenziali.
Le gite scolastiche sono diventate il simbolo di un’assenza di regole: studenti che urlano nei musei, imbrattano, ignorano le più basilari norme di convivenza.
Eppure, in Italia, rispetto a Germania, Francia o Spagna, il rapporto è di circa 11–12 studenti per docente, mentre altrove si arriva anche a 20.
Classi più piccole, più insegnanti, più sostegno.
E allora la domanda è inevitabile: dove sono questi “buoni maestri”?
Ciechi, muti, sordi.
È facile riempirsi la testa di ideologie, di teorie superficiali, di proteste di facciata, mentre in realtà si difende solo un sistema che garantisce uno stipendio e ampi margini di libertà rispetto ad altri lavori.
Un appiattimento che, nel tempo, ha penalizzato proprio quei pochi, rarissimi veri insegnanti.
Quelli che andrebbero sostenuti.
Veri eroi del nostro tempo, sconosciuti e spesso messi sullo stesso piano di chi non merita.
A loro va rispetto. Gratitudine. Una goccia nel mare.
Ma davanti agli occhi di tutti c’è una realtà che non si può ignorare: giovani che girano con coltelli, che per banalità o noia arrivano alla violenza.
Nelle periferie, una parte dei figli degli immigrati non mostra alcun interesse all’integrazione, portando modelli culturali spesso incompatibili con il rispetto delle persone, in particolare delle donne.
Uniti ai margini più fragili della nostra società, stanno creando una miscela pericolosa, esplosiva.
La famiglia, in molti casi, è assente.
Divisa tra disattenzione e difesa cieca, incapace di assumersi responsabilità.
Sempre più interessata al consumismo e al trash televisivo, che propone una realtà parallela e non privilegia la cura dei bambini e dei giovani.
Ma qui il punto è la scuola.
Una scuola che grida al fascismo, invoca solidarietà e buonismo, ma non riesce ad arginare un clima crescente di violenza.
Troppi insegnanti impreparati, lezioni ripetute meccanicamente, a pappagallo, nessuna capacità di stimolare interesse o curiosità.
E sul piano educativo, il vuoto.
Perché educare non ha nulla a che vedere con l’ideologia, ma con la responsabilità.
Bastablablabla. Siete complici di questo degrado.
Ogni gesto violento, ogni rissa, ogni coltellata porta con sé anche una parte della vostra negligenza.
Perché educare non è riempire teste di teorie, ma formare coscienze.
E su questo avete fallito. Se questa è la vostra idea di educazione, ci salvi Iddio.
Non è un caso : https://www.bastablablabla.com/2015/06/e-necessario-credere-nell-scolastica.html
- Rossana vanderBorg https://www.bastablablabla.com/p/chi-sono.html
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