venerdì 1 maggio 2026

Italia, antifascismo e masse: il 1° Maggio e una verità scomoda


La morte di Giulio Cesare di Vincenzo Camuccini

Il 1° maggio è davvero solo la festa dei lavoratori o è diventato nel tempo anche un simbolo politico? In Italia, il legame tra lavoro, masse e antifascismo ha assunto significati che vanno oltre la semplice celebrazione.

Non si salva  il 1° Maggio.


Antifascismo in Italia: memoria o retorica?

Se c’è qualcosa che mi fa venire l’orticaria è l’ascolto di “Bella ciao” e il solito blablabla sull’antifascismo.

In Italia il dibattito su antifascismo e memoria storica continua a dominare il confronto pubblico.

Il presupposto è uno: la libertà va difesa sempre.

Comunismo, fascismo, religioni dove il fanatismo è radicato — tutto ciò che non permette a un essere umano di esprimere liberamente la propria fede o le proprie idee va combattuto, senza se e senza ma.

Eppure, in Italia, è insopportabile l’apologia continua dell’antifascismo.

Fatte salve le eccezioni — pochi, pochissimi — di chi è finito in carcere, è dovuto fuggire o ha pagato con la vita, la realtà è un’altra.

Così come accadde nella Germania di Hitler, la maggior parte delle persone visse adattandosi.

Le piazze erano piene.

Come a Berlino, quando il Führer o il Duce parlavano, trovavano  folle pronte ad applaudire.

E noi siamo figli, nipoti o bisnipoti di quelle persone.

E se oggi si ripresentasse una situazione simile — ci salvi l’Onnipotente da una tale disgrazia — milioni farebbero lo stesso.

Le masse servono a questo. Il bipede è vigliacco, fanatico, istintivo.

Manipolarlo è semplice.

E, pur di sopravvivere, troverà sempre il modo di adeguarsi e applaudire il tiranno di turno.

Un po’ come accade nel quotidiano: si critica il capo alle spalle e si tace davanti.

La storia va insegnata. Serve a evitare che si ripetano certe sciagure.

Ma basta con questo vociare continuo e lo sproloquio dei soliti.

Perché la storia racconta anche una verità scomoda.

La storia italiana nelle due guerre mondiali lo dimostra chiaramente. 

Attribuita a Ennio Flaiano o a Winston Churchill, poco importa : 

“Se gli italiani finiscono una guerra con gli stessi alleati è perché hanno tradito due volte.”

Nella Prima guerra mondiale eravamo nella Triplice Alleanza con Germania e Austria e poi, verso la fine, ci siamo schierati con Inghilterra, Russia e Francia.

Nella Seconda guerra mondiale eravamo legati alla Germania con il Patto d’Acciaio — che, più che a quel metallo, si può paragonare al burro — perché alla fine siamo diventati cobelligeranti con i Paesi che erano entrati in guerra contro quel patto.

Questa è la realtà.

E, essendo figli di questo Paese, faremo meglio a evitare la grancassa come se fosse sempre colpa degli altri.

L’Italia è un paese straordinario. Il più bello del mondo.

Unico per arte, storia e grandi uomini.

Ma, nella stessa misura, capace — attraverso una parte della sua popolazione — di distruggere quelle stesse meraviglie con la propria bassezza. 

Vuoi capire davvero la situazione in Italia? Leggi anche questo articolo su Italia tra corruzione e declino. https://www.bastablablabla.com/2026/04/italia-tra-corruzione-e-declino-dalla.html 

Questo tema si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione culturale e politica che riguarda l’Italia contemporanea. https://www.bastablablabla.com/2015/10/italia-una-repubblica-fondata-sul.html


- Rossana vanderBorg