domenica 12 aprile 2026

Pasquino: c’è da piagne


Statua di Pasquino Roma
Statua di Pasquino Roma

Basta, non se ne può più. Tutti a dare addosso a Roma e ai Romani. Prima di farlo, lavatevi la bocca con acqua e sapone — e magari profumatela — prima di pronunciare “Roma” e “Romani”.

Ma di chi parlate? Lo sapete che di Romani veri ce ne sono pochissimi? 

Roma, nel 1871, quando è diventata capitale d’Italia, aveva 220.000 abitanti. 

I Romani. 

Più di un milione e mezzo di abitanti di Roma discende da persone arrivate in città dopo l’Unità d’Italia. Roma, con questo continuo ricambio di popolazione, è stata contaminata e la sua anima più pura è ormai quasi scomparsa.

Quasi nessuno sa parlare il vero dialetto romano, e pochissimi riuscirebbero a leggere tutto d’un fiato — e a capire — i vocaboli usati dal Belli o dal Pascarella, che faceva parlare Cristoforo Colombo direttamente con il re per farsi dare i soldi necessari a scoprire l’America.

E quanno ch'ebbe fatto quer penziero,

Sai che fece? Pigliò, passò er de drento,

E andò dritto a parlà cor Re de Spagna.

Je fece una parlata un po' generica,

E poi je disse: — Io avrebbe l'intenzione,

Si lei m'aiuta, di scoprì l'America.

E più sono cafoni e burini, magari solo per essere nati a Roma, più si riempiono la bocca di “romanità”.

Andate retro, Satanassi. Avete sfregiato la città di Roma, l’avete contaminata con i vostri costumi, i vostri usi. Ormai mangiare la vera cucina romana è come cercare un ago nel pagliaio. Scomparse la battuta, la schiettezza, la generosità, la goliardia, quell’allegria che aleggiava in ogni angolo dell’antica Roma, quei rioni che traboccavano di un popolo ironico, a volte fatalista, e con uno squisito gusto per il bello e la maestosità.

Basta con questo blablabla: siete emigrati e non sapete minimamente cosa sia l’animo del vero romano. Non mettetevi medaglie che non vi appartengono.

La statua del III secolo a.C., che dal XVI secolo fa parte delle cosiddette “statue parlanti” di Roma — quelle che sbeffeggiavano i potenti di turno — vi guarda in silenzio, tanto è schifata dalla vostra prosopopea.

 

Rossana vanderBorg Chi sono.