martedì 29 settembre 2026

ll silenzio della maternità e la psicologia di un amore incondizionato

La notte stellata di Vincent van Gogh
La notte stellata di Vincente van Gogh

Per quanto si cerchi di prendere le distanze dagli istinti primordiali, qualcosa di ancestrale continua a riaffiorare, là dove la ragione non riesce sempre a imporsi. Davanti a certe emozioni ostentate senza pudore, è difficile non domandarsi quanto vi sia di autentico e quanto, invece, del semplice bisogno di essere visti.

Eppure esistono emozioni che precedono ogni controllo e che non hanno bisogno di essere esibite per essere autentiche.

Nota dell'autrice: Questo testo è dedicato con immenso affetto alla mia figlioccia, che sta aspettando un bambino. A lei, al suo viaggio silenzioso e all'amore infinito che la attende.

La psicologia della gravidanza tra intimità e aspettative sociali

In alcuni ambienti accade che la cosa più naturale per antonomasia, la gravidanza, diventi il centro di premure smisurate da parte di familiari, amici e persino sconosciuti, fino a trasformare la donna in attesa di un figlio nel centro del mondo. Per alcune può diventare persino l'unico momento della vita in cui sentirsi coccolate, apprezzate, vezzeggiate.

D'altro canto, ci sono donne che desiderano evitare il bailamme, spesso perché convinte che un'eccessiva attenzione nasconda tutt'altro che un interesse realmente sincero.

Se per alcune, dunque, la gravidanza è un periodo in cui possono farsi portare un bicchiere d'acqua, saltare una fila e trovare persino diversi cavalier serventi pronti a porgere il fazzolettino con i sali, per altre è un momento da vivere nella più totale intimità.

E così portano avanti una gravidanza senza che nessuno ne sia a conoscenza. Scoprono che, in fondo, è un periodo come un altro. Viene persino da domandarsi, fatte salve le debite eccezioni, se in molti casi nausee, malesseri e voglie non siano anche frutto di fantasia, suggestione o furbizia. Del resto, alcune se la passano bene e continuano a fare una vita normale.

Magari, se non hanno mai badato all'alimentazione, si ritrovano a mangiare più carne, fagioli e carciofi, perché non sono mica sceme: sanno che devono nutrire quell'esserino che, piano piano, sta crescendo.

Se sono sportive, continuano a fare sport, lavorano e conducono la propria vita come se nulla di nuovo stesse accadendo.

Non fanno nemmeno troppo caso alla rotondità della pancia. Soltanto quando comincia a diventare un ingombro e piegarsi non è più così semplice, nasce la voglia che le settimane passino più in fretta.

Ed ecco che arrivano pure alla quarantesima settimana. Se si trovano in Paesi civili, si può ormai pretendere che quell'esserino veda finalmente la luce.

Non è però così facile. Può capitare che non avvenga secondo i piani e che si debba aspettare la settimana successiva. E allora si comincia a sperare di togliersi finalmente quel peso.

Poi arriva il momento fatidico.

La nascita e la scoperta di un amore incondizionato

Orbene, non è che per tutto il periodo abbiano fatto come se nulla fosse. Certo, hanno preparato la cameretta, comprato vestitini e tutta l'attrezzatura necessaria. E non è poca cosa per un esserino che avrà poco più di cinquanta centimetri e peserà poco più di tre chili e mezzo.

Hanno la straordinaria capacità di riempire una casa: improvvisamente gli spazi si rimpiccioliscono e ci si ritrova con non una, ma più stanze occupate dalle sue cose.

E non ha ancora dato il primo vagito.

Arriva e, come si diceva, in luoghi civili è una passeggiata: dopo mezz'ora si può essere già sedute a mangiare un lauto pranzo con vista lago.

Domanderete: tutto qui? E dov'è finito l'esserino?

Beh, quello sta bello pacioso, accudito dalle signore del nido.

Carino, vero? Nido. In fondo sono degli uccellini: spiumati e inermi. Quelli non volano, questi non camminano.

Alcune preferiscono l'allattamento artificiale. In tante staranno pensando: «Che orrore, nessun senso di maternità».

È che, fatto salvo il costo, è una grande comodità, soprattutto per quelle che subito dopo viaggiano, varcano oceani e superano montagne.

Starete domandando: e la creatura? Niente, sta lì, buona buona.

Però arriva il giorno in cui si ritrova dentro un aggeggio chiamato uovo e viene portata in auto, chissà per andare dove.

Poco lontano. In una casa con un panorama stupendo, tra le braccia di un premuroso papà che le cambia i primi pannolini, le fa il bagnetto e sta tutto intento a preparare i primi biberon.

E direte: ma ce l'ha una madre?

Diciamo che ancora sta in osservazione, dentro un'attesa in cui l'amore per quel figlio è già presente, ma non ha ancora avuto modo di mostrarsi in tutta la sua immensità.

Scende la notte. Tutti a dormire.

Anche il cucciolo di cane, appena arrivato in famiglia, sta lì a guardare quell'affarino che non parla e si muove appena. Odora, certo, ma non ne comprende ancora la natura.

Nel silenzio, succede qualcosa.

Non si capisce se siano i raggi della luna sul lago a fare da detonatore, se sia il profumo della pelle o chissà cosa. Fatto sta che, all'improvviso, si sente un'emozione così profonda, intensa, avvolgente, che descriverla supera la capacità umana.

È un Amore immenso, che emerge con una forza che giammai si sarebbe potuta immaginare.

Si ama senza sapere ancora chi sarà, che carattere avrà, quali saranno i suoi desideri, le sue paure, le sue scelte. Si ama semplicemente perché esiste.

E si sa che sarà così fino all'ultimo respiro.

- Rossana vanderBorg