sabato 4 luglio 2020

Migrazione e Nomadi: il prezzo del caos





La Medusa era una nave francese affondata nel 1816 vicino alla Mauritania.

I passeggeri si salvarono grazie alle scialuppe, mentre la ciurma fu caricata su una zattera.

La cima si ruppe — o fu tagliata — e i marinai si trovarono abbandonati nell’oceano, stremati da sole, sete e fame.

Dei cento settantaquattro, solo tredici tornarono a casa.

Il pittore Théodore Géricault volle rappresentare, in questo dipinto, il naufragio dell’Occidente e                                                                                               del colonialismo.

I francesi rompono le uova e poi non sanno fare la frittata.

Lo abbiamo visto con la Rivoluzione francese: uccisero il re per incoronare imperatore un piccolo corso.

Hanno, come i tedeschi, alti ideali — spesso nati sulle ceneri di tragedie da loro stessi generate.

Ma dobbiamo parlare di migrazione e nomadismo.

E questa nave ci aiuta a capire.

Primo: l’Occidente è vivo e vegeto, tanto da essere terra promessa per migliaia di disperati da ogni angolo del pianeta.

Secondo: vale un principio umano — dietro ogni indignazione si nasconde spesso una colpa (per gli atei: una violazione).

Lo stesso Géricault ebbe una relazione incestuosa con la zia e probabilmente morì per una malattia venerea.

Tanti “alti sentimenti” nascondono nefandezze e buonismo a basso costo.

Molti si riempiono la bocca dicendo che gli italiani sono un popolo di emigrati.

Vediamo qualche numero.

La densità degli Stati Uniti è di 31 abitanti per km².

Quella del Brasile è di 22.

Quella dell’Australia addirittura di 2,6.

Sapete quella dell’Italia? 202 abitanti per km².

La Francia è a 111, comunque lontana dai paesi citati.

Che cosa significa? Semplice.

In un territorio densamente popolato servono case, agricoltura, ospedali, scuole.

Servono infrastrutture.

Altro dato.

Gli alunni di cittadinanza non italiana erano 196.414 nel 2001/2002.

Nel 2013/2014 sono diventati 801.304.

Genitori italiani, non lamentatevi se la mensa è a pagamento o se manca la carta igienica.

È solo l’inizio.

Quando vi dicono che gli stranieri residenti regolarmente sono “solo” l’8,1% della popolazione, ricordatevi che si tratta di un paese già sovraffollato.

Nel 1960 eravamo circa 50 milioni. Oggi quasi 61.

Ed ecco l’assurdità.

Alcuni politici e uomini di fede parlano del futuro come di un disastro per il calo demografico, proponendo l’immigrazione come soluzione.

BASTA.

Questa è idiozia.

Molti lavori sono già stati sostituiti dalle macchine.

Altri vedranno gli italiani adattarsi.

Certo, pagati più degli stranieri sfruttati nei campi senza diritti.

La verità è un’altra.

Si vuole sostituire una popolazione consapevole dei propri diritti con una più facilmente gestibile.

Anche le religioni hanno interesse a sostituire un gregge meno obbediente con uno più docile.

La paura insegna. E la paura genera sottomissione.

Ovunque nel mondo si parla di ridurre la popolazione, non di aumentarla.

Negli ultimi quattordici anni l’uomo ha prodotto un quarto di tutto ciò che aveva prodotto dalla nascita di Gesù in poi.

Questo significa distruzione ambientale, consumo di risorse, tonnellate di rifiuti.

Alla fine, l’1% della popolazione possiede quanto il restante 99%.

Agli stolti l’illusione di una distribuzione equa.

Non riusciamo a convivere nemmeno nello stesso condominio.

L’unica soluzione è ridurre la pressione demografica.

Se gli italiani lo hanno capito prima di altri, tanto meglio.

Quanto ai nomadi, partiamo già da un errore nel nome.

Se sono nomadi, devono spostarsi.

Se sono gruppi etnici — rom, sinti — allora non si capisce il problema.

Adottano spesso la religione dei luoghi in cui vivono, mantengono tradizioni e visioni del mondo proprie.

Ma nulla di questo impedisce di lavorare e vivere secondo le regole comuni.

Il problema nasce quando la differenza diventa rifiuto delle regole.

E allora la convivenza diventa impossibile.

In uno Stato esistono obblighi: andare a scuola se minorenni, rispettare le leggi sul matrimonio,

lavorare per mantenersi, abitare in case regolari.

Se il problema esiste, è anche economico: denaro che circola tra criminalità organizzata e capi locali.

In mezzo, persone esasperate da entrambe le parti.

BASTA.

Si può e si deve pretendere un cambiamento.

Il tempo delle chiacchiere è finito.

— Rossana vanderBorg