martedì 5 maggio 2015

1° Maggio : il rumore del nulla


Scorrendo il giornale in questa giornata festiva, quella dei lavoratori, leggo che il presidente Mattarella ha detto che “il diritto al cibo va riconosciuto nella Carta dell’Onu”.

Ebbene, non voglio nemmeno soffermarmi su tutto ciò che è già scritto in quella carta, utilizzata da tanti potenti sul nostro pianeta come carta da cesso.

BASTA.
Qui si vive tra milioni di persone che si riempiono la bocca di buonismi, ovvietà, parole che non costano nulla. Tutti corretti, tutti onesti, tutti perfetti, tutte anime pie… anche gli atei. E BASTA!

Certo, tutti vogliono la pace — anche il vicino che vorrebbe vederti morto perché ha buttato una cicca sulla tua tenda e ti sei pure permesso di lamentarti.
Tutti hanno diritto alla casa — quelli che hanno fatto i salti mortali per costruirsela? Idioti.
Tutti hanno diritto allo studio — professori, mi raccomando, lasciate in acqua tiepida gli alunni capaci e perdete tempo con quelli a cui non importa nulla: vostro sarà il regno dei cieli.

E continuiamo a rimpinguare governi corrotti, così invece di aiutare le popolazioni possono trasformarsi in sultani, sceicchi, capi tribù.

Vogliamo continuare? Potrei riempire dieci pagine di buone intenzioni.

Leggo che i Black Bloc sono in arrivo da tutta Europa, chiamati dall’ala dura dei No Tav per manifestare contro l’Expo. Non mi sono affatto simpatici questi gruppi, e penso che molti siano telecomandati.

Eppure mi domando…

Se sei giovane, non hai una famiglia solida alle spalle, vedi un blablà quotidiano — cambiano le facce ma la presa in giro è sempre la stessa — sei fuori dai giochi perché tutto gira lontano da te… non ti viene voglia di spaccare tutto?

Nelle nazioni povere, dove il fatalismo viene coltivato per narcotizzare la fatica del vivere, spesso non c’è la forza di scagliarsi contro governo e società.
Ma da noi è diverso.

La democrazia, le leggi, la scolarizzazione diffusa, la consapevolezza nata da anni di lotte sociali rendono i giovani più consci dell’ingiustizia presente nella nostra società.

Sono la prima a stigmatizzare queste violenze, ma per favore BASTA con il blablabla dei soliti noti.
Per favore: il silenzio è oro.