lunedì 4 maggio 2015

I limiti della società attuale. Tana libera per tutti


BASTA.

Ora che una parte di Milano è stata messa a ferro e fuoco, ecco i soliti idioti.

Ministri che non sapevano dell’orda barbarica in arrivo.

Magistrati che, poche ore prima, avevano rimesso in libertà dei “fiorellini” arrestati.

E oggi ci raccontano che non esistono leggi a cui appigliarsi in questi casi.

Programmi televisivi a valanga, articoli a non finire.

Certo, l’importante è fare soldi: la televisione ha bisogno di pubblicità, i giornali di acquirenti.

Mi viene da ridere a leggere i numeri.

Fatta eccezione per gli undici poliziotti feriti — che non potremo mai ringraziare abbastanza per il lavoro ingrato e inutile che svolgono ogni giorno — si contano quindici arrestati.

Quindici.

Tutto quel disastro è frutto di quindici persone?

D’altra parte, anche fossero cinquanta, sempre cinquanta “rotture di scatole” restano.

Il risultato?

Bocche da sfamare per qualche giorno a spese dello Stato.

Lavoro per qualche avvocato.

Centinaia di pagine da compilare e archiviare in qualche stanzone di tribunale.

Ormai contano solo i numeri.

Se si ruba in compagnia, tana libera per tutti.

Se si distrugge in gruppo, tana libera per tutti.

Se si appartiene a una categoria “intoccabile”, tana libera per tutti.

Ecco la verità: bisogna appartenere a un gruppo.

Abbiate pazienza, italiani scemi, che vivete ancora l’Italia come individui.

— Rossana VanderBorg