BASTA.
Ora che una parte di Milano è stata messa a ferro e fuoco, ecco i soliti idioti.
Ministri che non sapevano dell’orda barbarica in arrivo.
Magistrati che, poche ore prima, avevano rimesso in libertà dei “fiorellini” arrestati.
E oggi ci raccontano che non esistono leggi a cui appigliarsi in questi casi.
Programmi televisivi a valanga, articoli a non finire.
Certo, l’importante è fare soldi: la televisione ha bisogno di pubblicità, i giornali di acquirenti.
Mi viene da ridere a leggere i numeri.
Fatta eccezione per gli undici poliziotti feriti — che non potremo mai ringraziare abbastanza per il lavoro ingrato e inutile che svolgono ogni giorno — si contano quindici arrestati.
Quindici.
Tutto quel disastro è frutto di quindici persone?
D’altra parte, anche fossero cinquanta, sempre cinquanta “rotture di scatole” restano.
Il risultato?
Bocche da sfamare per qualche giorno a spese dello Stato.
Lavoro per qualche avvocato.
Centinaia di pagine da compilare e archiviare in qualche stanzone di tribunale.
Ormai contano solo i numeri.
Se si ruba in compagnia, tana libera per tutti.
Se si distrugge in gruppo, tana libera per tutti.
Se si appartiene a una categoria “intoccabile”, tana libera per tutti.
Ecco la verità: bisogna appartenere a un gruppo.
Abbiate pazienza, italiani scemi, che vivete ancora l’Italia come individui.
— Rossana VanderBorg