venerdì 29 maggio 2015

Quale AMORE?




La pittrice svizzera Angelica Kauffmann (1741-1807) ci ha lasciato questo quadro che raffigura l'addio di Abelardo ed Eloisa. Chi sono questi due presto rivelato: - siamo nel XII secolo, la diciassettenne Eloisa s’innamora del suo maestro Abelardo, da quest’amore nasce un figlio, motivo per il quale lei è scacciata da casa. La coppia si sposa di nascosto perché Abelardo è un chierico. Alcuni pettegoli divulgano il matrimonio e l’uomo è costretto a mandare la moglie in convento. La famiglia della ragazza, immaginando l’avesse scacciata, ordina a tre uomini di castrarlo. I due si separano definitivamente, tuttavia le lettere d’amore scritte al largo della loro vita sono tra le più belle della letteratura. Se parliamo d’Amore dobbiamo rivolgere lo sguardo anche al sommo Dante e nel Paradiso nel trentatreesimo canto ci apre la pista: “L’Amor che move il sole e l’atre stelle”. Poco tempo dopo, il Boccaccio ci racconta che l’Amore può essere fonte di affinamento, portando individui primitivi all'altezza d’animo.  In Spagna nella metà del ‘500,  Francisco de Quevedo scrive sull'esistenza umana, a suo avviso una corsa verso la morte e per lo scrittore solo l’Amore è anima del mondo, per deduzione unico vincitore sulla morte. E ritornando indietro di secoli, nel VI secolo a.C., il filosofo Empedocle scriveva che l’Amore è una forza agente nell'universo, contrapposto all'odio ed alla contesa.

Vero che in un dipinto del Botticelli, “L’Amore tra Venere e Marte”, il dio della guerra è disteso ai piedi della dea, la tela esprime abbandono e serenità,  battaglie e discordie sono lontane, chiaro riferimento alla sconfitta della violenza per opera dell’Amore. Ebbene possiamo tentare di riassumere  alcune sue caratteristiche utilizzando le parole del filosofo Hegel :  "l’Amore è l’identificazione del soggetto in un’altra persona, sentimento per cui due esseri esistono solo in unità perfetta e mettono in questa identità tutta la loro anima ed il mondo intero”.  È più facile trovare un quadrifoglio in un prato che assimilarsi a tal punto con qualcuno.
Si deduce che da sempre la moltitudine vive di surrogati. In molti paesi esiste ancora il matrimonio combinato, di nostra non antichissima memoria, avvicina due esseri più o meno simili per educazione; la formula di questo  contratto crea un'alleanza, dove i soci hanno perfettamente coscienza del loro proprio ruolo. Ci sono altri presupposti per entrare in una relazione a due: la necessità economica, la paura della solitudine, la procreazione, trovarsi una badante o un cavalier servente, o il bisogno di uno scalda letto. In molti casi c’è da salvare la forma e nella società attuale è preferibile essere in due che singoli,  significa per  l’individuo ammettere la sua incapacità nel formare una coppia. Meraviglia delle meraviglie, per la maggioranza è meglio essere in due con indifferenza, odiandosi, piuttosto che da soli. Ci siamo dimenticati qualcosa? Sì, dell’Amore. Gli esseri umani nei nostri opulenti paesi, credono di averne diritto. Non vi è nulla di più donato, niente di più inconsapevole dell'Amore. L’essere si esprime nell'altro, la fusione avviene con perfetta sincronia. Non si coordina, non si media, non si sopporta. Ed allora? Bisogna imparare, come per tante cose di “questo mondo”, ad accettare l’impossibilità di soddisfare i propri desideri. Sarebbe più corretto, giacché matrimoni e patti civili non sono altro che contratti, fare una lista del dare- avere, per lo meno renderebbe meno traumatica l’esistenza della coppia in caso di separazione. D'altra parte  spesso i contratti sono a scadenza e quindi si potrà ricominciare con buona pace di tutti. BASTA ipocrisie, quando parliamo d’ Amore prima puliamoci la bocca. 

giovedì 28 maggio 2015

CORRUPTOS E CORRUPTORES




A corrupção é sentida de modo diferente em relação
ao período histórico, ao pais e a cultura de referencia, é e sempre foi universalmente desconhecida como ato positivo. O filosofo Platão, no livro a "Republica", propugna que fosse proibido aos políticos manusear ouro e prata, chegando a dizer que era correto que eles se alimentassem em comedores comuns. Esta ultima me da até vontade de rir, mas seria ótimo obrigar a classe politica (mundial) de  seguir o mando. O limite que diferencia uma amigável troca de favores em prostituição, ou corrupção, é muito incerto. A palavra interesse (inter-est = o que esta no meio), parece não ajudar, ou melhor atrapalha a situação. Porém indica uma medida que pessoas com senso de comunidade poderiam seguir, tendo vontade de colaborar para o bem da pátria, e capacidade de reconhecer as necessidades dos outros,  em troca recebem visibilidade em um campo, aquele politico, que em todas as latitudes é super lucrativo. O barão de Montesquieu (1689-1755), filosofo, histórico, jurista francês, inventor da teoria da separação dos poderes, escreveu que o fundamento de uma boa republica, antes de boas leis era a virtude do próprio cidadão. Ele nos explica que existe uma ligação
muito estreita entre a moral e a politica; as mudanças no antigo sistema de deveres e virtudes dos antigos Romanos, alma daquela sociedade, deflagraram em corrupção. Segundo ele o individuo e a comunidade vivem em uma relação de reciprocidade, e quando decai este acordo, quando   as pessoas perseguem outra finalidade, respeito a finalidades gerais e comuns, se determina a nível politico e social uma verdadeira e própria "desarmonia", chegando a falar de "doença" da alma humana. Se verifica quando se justifica qualquer meio para obter um bem estar, quando se tira de alguém um beneficio. A "doença" é terrível porque para insinuar, utiliza exemplos danosos, blandimento das normas. A corrupção é afinal perda do sentido de justiça, fundamento da vida moral de cada um e da sociedade. E' a virtude moral  que leva ao bem geral, ao contrario o luxo no seu sentido mais amplo, corrompe porque leva a desejos sem limites, a uma excessiva necessidade de prazeres, endereçando o individuo para o interesse particular, e para pular as normas. Pois ai esta uma reflexão: - verdade que os políticos cada dia estão mais corruptos e corruptores, porém a nossa sociedade me parece bem representada,  tem uma leveza intelectual, e um mero requerimento de coisas de pouca conta, que afinal é fácil aceitar o dia a dia, de consequência os representantes parlamentares são simplesmente a outra cara da medalha.

domenica 24 maggio 2015

STULTORUM mater sempiter gravida

Infelice questa statua preistorica ritrovata a Malta, una genitrice dormiente, fa al caso per raffigurare "la madre degli idioti sempre incinta". Diamo dei dati, per quanto riguarda i serial killer gli USA detengono il primato mondiale, non vi è altro paese con un numero così alto di assassini seriali; se passiamo al numero di morti per colpi di pistola o fucile, siamo al non invidiabile numero di 30.000 all'anno. Dunque i nostri eroi ipotizzano di segnalare con un "bollino rosso" la lettura di testi greco-romani. Una studentessa laureanda (da notare l'età) si è lamentata, perché la sua tranquillità è stata messa a repentaglio, dalla lettura delle "Metamorfosi" di Ovidio, ove si riscontrano innumerevoli atrocità, tra le quali la violenza sessuale di Filomena, figlia del re di Atene, da parte di Tereo, re della Tracia. La dolce fanciulla non si sarà accorta del periodo del misfatto, neanche legge i giornali del suo grande paese per conoscere quanti stupri avvengono all'anno, e non certo commessi dai lettori delle Metamorfosi. Non vede  nemmeno i telegiornali, accorgendosi delle violenze di massa, di culture dove bambine spose vengono violentate da mariti ben più vecchi, e quant'altro. Ora togliamo dall'informazione queste notizie, dovessero continuare a traumatizzare le giovani americane più informate di questa signorina. Europa ci vogliamo svegliare, dobbiamo continuare a farci condizionare dal loro stile di vita, dall'ignoranza collettiva? Stiamo perdendo il nostro sistema sociale di diritti a favore del predominio dell'economia e dell'idiozia.

venerdì 22 maggio 2015

RAGAZZI perché discorrere?



Parlare, dialogare, ragionare, discutere, chiacchierare, alcuni sono sinonimi o vocaboli imparentati fra loro, alla base di tutti c’è la necessità di far passare il tempo, mentre si dipana il filo della matassa che è la nostra vita.  Ai miei tre prodi moschettieri adolescenti e ad alcuni compagni parecchio arguti, vorrei poter infondere motivazioni valide per continuare ad avere innocenza e non diventare come i più. Apparentemente tutto rema contro, se pensiamo al filosofo cinese Confucio (551-479 a.C.) che, soffermandosi sulla virtù dell’armonia, decretava la regola di non fare agli altri ciò che non vorremmo per noi; il greco Aristotele (384-322 a.C.) qualche tempo dopo, distingueva il concetto di bene, e spiegava che il fine di ogni azione è il suo conseguimento, ma poiché molti sono i fini delle azioni, molti saranno anche i beni. Alcuni beni conseguiti porteranno altri, chiamati intermedi, e altri fini a se stessi, quale il bene supremo.  Il tutto con lo scopo di favorire la felicità, ossia la soddisfazione del proprio essere e della propria natura, questo è il senso della vita. Non sbadigliate, abbiate pazienza, qualità che la vita moderna vi ha rubato… Che cosa vuol dire, vi state domandando? Per i Greci felicità era avere un angelo buono, avere sorte, ricchezza e beatitudine; per i Latini era fortuna e felicità, vocabolo risalente alla radice indoeuropea fe– il cui senso primo è quello di fecondità, prosperità. Ecco la conferma che senza abbondanza non è possibile, essere felice. Non potendo delegare alla sorte la felicità dell’essere umano, già gli antichi ricercarono nell'interiorità di ciascuno, la capacità di essere felici o infelici; da qui l’anima, intesa come visione intelligente, prendere il sopravvento sulla fortuna. D’altra parte si può vincere la lotteria, ma solo una mente accorta sfrutterà bene la fortuna ricevuta, chi non la possiede la perderà. Platone attribuirà all'educazione formativa molta importanza, però questa è
riservata alle “anime belle”.  E chi sono? Come non dargli ragione, queste anime sono le persone, che hanno osservato e percepito con maggiore sensibilità il mondo delle idee, cogliendo delle verità. Ritornando ad Aristotele, vizio e virtù, dipendono da noi, ma soprattutto ciò che ci permette di superare l’ignoranza è il principio di misura, tutto ciò che è al di là per eccesso, e tutto ciò che è al di qua per difetto, è male. Per dirla brevemente, per non sbagliare è necessario prendere una bilancia, possibilmente una di quelle antiche, e controllare che il peso sia equamente spartito. Se continuiamo in questo regno, vi addormentate, allora riportiamo tutto nel quotidiano. Avete ricevuto un'educazione basata sui parametri occidentali, alle prime norme dove fare e non pipi, non mettere le mani sul piatto utilizzate le posate, non sputare, non ruttare, non pulire il naso con le mani, (non vi prendo in giro, in altri lidi insegnano il contrario), si sono aggiunte le regole sociali. E qui casca l'asino! Dov'è l'inganno? Voi lo percepite, non siete ancora corrotti e tentate di ribellarvi, purtroppo come una cancrena imputridirà molti. Intanto lo avvertite nell'ambiente familiare, gli adulti negli ultimi decenni si sono sbottonati. Doveva essere una conquista, la vicinanza tra genitori e figli dava la possibilità a entrambi di conoscersi e amarsi per scelta. Bello vero? Sennonché il diavolo fa le pentole e non i coperchi, mancando la misura (quella di sopra), i ruoli si mescolano, a volte si ribaltano, troviamo quindi adulti sempre più adolescenti, con necessità e insicurezze proprie della vostra età. Vi si legge negli occhi l’incapacità di accettare l’incoerenza dei grandi. Siete criticati per passare molto tempo "chattando", incollati ai telefonini, ma cosa fanno gli adulti? Si parla dell’egoismo giovanile. Dov'è l’altruismo tra i grandi? Per caso non viene prima il piacere personale, sia in campo affettivo sia nella realizzazione dei propri interessi? E’ uno sciorinare diritti perché mi alzo presto, lavoro lontano, il traffico, la frenesia del quotidiano, i colleghi, lo stipendio che non basta, i parenti serpenti, la pazienza per trattare con i primi, i secondi, i terzi mariti, mogli, compagni, compagne, figli di vari letti. E la scuola? Incontrate nuovamente degli adulti con i problemi sopra esposti, non preparati a gestire le proprie e altrui difficoltà. Eppure il senso della vita continua ad essere la felicità. E' davvero necessario imparare la misura, tutto sembra marciare per corrompervi, ma la forza della gioventù sta proprio nel lottare contro l'imperante situazione di fatto. Più che moschettieri dovete diventare dei legionari Romani, utilizzare la forza della testuggine per affrontare la crisi collettiva della nostra splendida civiltà europea. A scuola carpite l'utile e stringete i denti, per farvi largo avete bisogno d'istruzione. Nel mondo degli adulti vi servano le incoerenze, le furbizie, gli equilibrismi delle scelte mal pensate, per fuggir via quando arriverà il vostro turno. Il mondo è alla vostra portata, non disperdete energie, non date vinta ai corruttori, lasciateli vivere nella loro melma. C'è tanta considerazione per il diverso, ecco siate veramente diversi.

mercoledì 20 maggio 2015

Falta de IDENTIDADE

                       

 
Sabemos que o  homem é fruto de um processo evolutivo, a pré-história termina 5500 anos atrás com a invenção da escritura. A historia humana que segue, no Ocidente é dividida em quatro épocas: - a idade antiga (3500 a.C. /476 d.C.) compreende a idade do bronze, a idade do ferro e a idade clássica que termina com a caída do Império Romano do Ocidente; - a idade medieval (476 d.C./1492 d.C.); -a idade moderna (1492 d.C./1789 d.C.) começou com a descoberta da América e terminou com a Revolução francesa; - a idade contemporânea (1798/tempo presente). O conceito de identidade nacional nasceu quando as pessoas deram preferencia a colaborar, falar e construir vínculos dentro do próprio grupo. A globalização, termologia surgida com os economistas, é um processo de interdependência econômica, social, cultural, politica e tecnológica. Os efeitos, negativos ou positivos que sejam, terão repercussão planetária, uniformando o comercio, as culturas, os costumes, as ideias. Tendo uma visão utopista poderia parecer uma boa coisa, porém como diziam os antigos "Homo homini lúpus" (O homem é lobo para o homem- Plauto), quando os homens enlaçam amizades ou sociedades, regulamentam as relações com leis por medo reciproco. No estado natural, quando não existem leis (ou religiões) cada individuo é movido pelo instinto, o que faz?
Danifica os outros, ou simplesmente procura eliminar quem é de obstáculo ao seus desejos. O filosofo inglês Thomas Hobbes (1588-1679), afirmava que a natureza humana é egoística, a determinar as ações do homem é o instinto de sobrevivência, a violência, o abuso. O pessimismo de Schopenhauer, e de pensadores anteriores e posteriores, nasce desta constatação, e nem a passagem de Jesus deu um jeito. Algumas nações jovens, sobretudo de cultura anglófila, colocaram ao centro da própria constituição o poder econômico, as relações ao interno da sociedade é fundada no dinheiro, para obter o bem-estar, vale tudo. E' interessante notar que o bem-estar na visão da multidão, é generalizada por propagandas sempre mais sofisticadas, criando um povo de ovelhas domesticadas. Em muitos filmes assistimos representações de casas grandes, confortáveis, de pessoas que tomam café da manha em pé na frente de uma geladeira, bebendo diretamente de uma garrafa. Muitas vezes batem no liquidificador coisas pouco identificadas,  que surtem um que de alieno.  O tempo é corrido e as relações pessoais passam ao ultimo lugar, mas não tem problema é só marcar um horário com o psicólogo. Chegamos a uma conclusão, é isto que desejamos para o Brasil? Até os anos 70,  as famílias eram grandes,  na maravilhosa diversidade do pais, cada qual tinha uma própria identidade e a conservava sagradamente. Era possível pular de uma em uma para conhecer as diferenças, eram solidas e fundamento para uma educação que incluía. O que temos hoje? Somos a bruta copia do nada. Querendo ser "modernos", jogamos fora a água da bacia com a criança (nos). A falta generalizada de identidade e cultura na sociedade, produz uma classe politica da pior espécie, pronta a vender o pais (se já não foi vendido), e como na corrente da vida, cada anel que pula é um menos na educação, na saúde, na segurança, no "bem-estar". O que fazer? Precisamos recuperar os nossos rastos, não aceitar as copias falsificadas, bem melhor uma coisa simples que ser tomados pelo nariz  com uma reprodução de péssima qualidade. Muitos sorriem, lendo sobre os índios que vendiam qualquer coisa em troca de um espelho, pois é o que fazemos, cancelando as nossas origens e modificando os hábitos, perseguindo modelos televisivos e sendo transportados pela onda propagandeada como moderna. O caminho para mudar os hábitos é lento, a rapidez é possível somente com a domesticação.

Perché dire BASTA alla moderna ondata di emigrazione


L'esodo, l'uscita dall'Egitto del popolo ebraico, causato pare dalla dura servitù imposta dal faraone, e il conseguente arrivo nella terra promessa di Canaan, è da considerarsi senza dubbio un'emigrazione di massa. L'attraversamento del Mar Rosso come vediamo in questo quadro di Nicolas Poussin (1634), potrebbe essere in consonanza con quanto avviene oggi nelle sponde africane del Mediterraneo. Vi sono molti se: il primo, ora non è un popolo che si sposta, ma una moltitudine umana sfuggita da miseria economica, guerre fratricide, genti alla ricerca dell'Eldorado; il secondo ed evidente se, è la differenza temporale, dentro la quale gli spazi territoriali del periodo dell'esodo, si sono riempiti di esseri umani in parte organizzati. Bisogna dire BASTA agli stolti che vogliono paragonare questi emigrati con gli antenati europei accorsi nel nuovo Mondo, intanto perché nuovo, quel mondo era da popolare. Non solo, la maggioranza delle persone era distribuita in quote, secondo le necessità lavorative del paese ospitante; arrivavano con una mano davanti e una dietro, sfruttati fino all'osso, e solo dopo tanti anni di duro lavoro, riuscivano ad avere una vita dignitosa. All'epoca non vi erano ancora diritti sindacali,
non era disciplinato l'orario lavorativo, le festività, i contributi delle pensioni, la maternità. Uomini, donne, bambini sgobbavano a testa bassa, con la speranza di mangiare tutti i giorni, e si attendeva di cogliere in un futuro i frutti della propria fatica. Lo ravvisiamo i raccolti usufruiti dalle seconde, terze e quarte generazioni in quei paesi del sud e nord dell’America, Australia, Nuova Zelanda e tanti altri, nazioni ancora oggi con densità di popolazione, non paragonabili a quelli dell'Europa, abitata da qualche millennio. Allora da dove nasce questa necessità di "accoglienza" di alcuni governanti europei, dai buonisti di passaggio, dei santi uomini non ci stupiamo, è la loro missione. Ebbene analizziamo i fatti, le popolazioni in arrivo nel vecchio Continente, sono le stesse che hanno brigato per ottenere l’indipendenza dagli europei, d'altronde era sacrosanto l’ottenimento della libertà. Abbiamo imparato, per fortuna, il principio di autodeterminazione e non vi è nessun buon motivo per tornare indietro. Ancora si parla, e a ragione, dell’oppressione dei colonizzatori, per la quale alcuni europei si portano le stigmate, però qualcuno ci può spiegare dopo tanti decenni, cosa vengono a fare in bocca al lupo tutte queste persone? Avversano le nostre religioni, il nostro laicismo, i comportamenti sociali dentro e fuori le nostre famiglie. Il multiculturalismo in Europa ha prodotto la marginalizzazione, di chi non intendeva integrarsi, nelle nostre società con culture radicate da millenni. Questa è la grande differenza, nel nuovo Mondo arrivavano persone e creavano il loro piccolo paese, sapendo di avere accanto altre, giunte da chissà dove. Il territorio vuoto da ogni infrastruttura culturale era spartito, e in comune si aveva la necessità di produrre benessere, null'altro. La maggioranza degli europei non ha intenzione di abbandonare secoli di storia, buona e cattiva, per diventare “esotica”. Qui scaturisce un cattivo pensiero, la massa degli europei non si sarà montata la testa di diritti, di libertà di ogni genere, e ad alcuni è sorta l’idea, di riportare le lancette degli orologi indietro. Come far lavorare un europeo sette giorni su sette, sabato domenica e festivi, far scomparire vacanze estive e invernali, costringerlo ad accettare per sé e per i figli che già è tanto quando si mangia? Facilmente, BASTA trovare persone disponibili a miti pretese, con il tempo gli europei si arrenderanno alla necessità. Dov'è la cecità imbarazzante degli idioti, convinti di poter controllare la massa umana di nuovi schiavi in arrivo? Questi vengono perché hanno il miraggio della ricchezza, accettano di stare con la testa bassa per un breve periodo, ma come si è visto nelle rivolte avvenute in Francia e nel nord Europa, come i germani di antica memoria, si fanno largo e imparano le nostre leggi, queste diventano il trampolino di lancio per future guerre. Guerre che i nostri figli non sapranno combattere, perché abbiamo insegnato la non violenza, la convivenza, l’accettazione delle più disparate culture. Qualcuno ci può spiegare perché le costosissime organizzazioni mondiali di ogni tipo e genere, pagate salatamente anche dai contribuenti europei, non siano riuscite a frenare questa emorragia? A cosa servono, solo a pagare gli stipendi dei soliti noti, e loro affini? I soldi dati in Africa, in Asia, a governanti più corrotti dei nostri, sono uno spreco madornale, utile di ritorno per qualche potente. BASTA prenderci in giro, stiamo diventando dei paria ma non idioti, qui il diritto è scivolato dalle mani del popolo di elettori, venduto al potere economico con buona pace delle conquiste del ventesimo secolo.

sabato 16 maggio 2015

ALBERTO MORAVIA e Arancio

   MAGGIO 1982, una giovanissima studentessa sogna d'intraprendere la professione di  giornalista in Italia. Riceve molti consigli, tra tanti quello di continuare a studiare, e allo stesso tempo trovare un giornale dove poter  fare le ossa. Dopo svariati tentativi, con tanti pessimisti a soffiare sul fatto che riescono solo i "figli d'arte", raccomandati di vario genere, chi gravita negli ambienti politici giusti,  ecc. ecc., bussando una porta intercetta una proposta del tipo: - " Gentile signorina, Alberto Moravia ha pubblicato di recente un libro, ha un momento di scontrosità, se lei riuscisse a intervistarlo......." - La ragazza coglie quei puntini e se ne va domandandosi come arrivare allo scrittore. Certo il compito è arduo per più motivi, primo fra tutti come prendere appuntamento con il personaggio, e santa miseria proprio Moravia! Ultimo anno di liceo, scrittore indigesto, idee morali e politiche opposte. Il sogno tuttavia è grande, bisogna cogliere l'opportunità. Un'idea si fa largo nella sua mente, e l'appuntamento con l'autore è preso in un battito
d'ali, grazie a un giovane vicino di casa e alla sua famiglia che bazzicano l'ambiente giusto. Prepararsi alla prima intervista richiedeva lo sforzo di leggere il libro "1934", ripassare "Gli Indifferenti" e brani di altri scritti ancora freschi per l'esame di Maturità. Da questo spuntarono le domande e quando arrivò il  19 Maggio, ore 16.00, Lungotevere delle Vittorie n°1, è pronta per suonare il campanello con un bouquet di orchidee in dono. La porta è aperta da una cameriera, e un festoso cucciolo di nome Arancio si fa avanti. Quando arriva lo scrittore, alto, magro, piccoli occhi indagatori sotto folte sopracciglia, trova la giovane intenta a giocare con il cane. Dopo tanti anni, sorridiamo a cosa gli sia passato per la mente. Il colloquio  informale che seguirà sarà interrotto solo dalla registrazione, necessaria per confermare il buon lavoro svolto, e continuerà  con domande personali, alle quali sarà  messo rapidamente un punto finale. L'intervista piacque molto al committente, tanto che volle affiancare il nome di un giornalista noto a quello della giovane sconosciuta. Risultato, porta sbattuta e nastro rimasto nel cassetto per anni. Reperto archeologico, infatti, è stato necessario convertirlo per riascoltarlo. Non va a futura memoria, bensì d'insegnamento ai ragazzi perché l'integrità non ha prezzo, ci sono delle professioni alle quali l'onestà, la coerenza sono affini e non contorno. Piegarsi per far mangiare i figli è una cosa, per una messa in piega è altra.
Aggiungiamo per chi vorrà ascoltare l'intervista: Alberto Moravia era pseudonimo di Alberto Pincherle, nato a Roma nel 1907 da una famiglia della media borghesia. Ha studiato fino alla licenza ginnasiale perché a nove anni una malattia lo costrinse a letto per molto tempo. Lo studio da autodidatta lo aveva convinto che le elementari erano importanti per l'apprendimento del leggere e dello scrivere, e l'università per la scelta di una professione, mentre medie e liceo erano solo un parcheggio. Decliniamo responsabilità sull'idiozia. "Gli Indifferenti" pubblicato nel 1929 è considerato il primo romanzo esistenzialista, racconta la storia di una famiglia borghese romana e la sua degradazione motivata dalla sete di denaro. Mise soprattutto in luce un aspetto inedito della realtà italiana degli anni trenta, il disfacimento della borghesia.  Il romanzo "1934" è ambientato a Capri durante l'estate. L'amore tra i due protagonisti, Lucio un giovane intellettuale nel quale si può ravvisare lo stesso Moravia, e Beate una ragazza tedesca, trae fondamento oltre che dall'attrazione fisica dalla disperazione. Beate propone a Lucio di suicidarsi, ma prima del gesto riparte per la Germania ed è sostituta dalla sorella gemella Trude. Le due sorelle sono molto differenti una dall'altra, Beate odia la vita ed il marito nazista, sua sorella invece trova nel nazismo dei valori fondati. Trude propone a Lucio uno scambio di persona, sostituirà Beate ma l'amore non dovrà finire con il suicidio. La giovane intervistatrice a molti anni di distanza continua a pensare che il libro, a suo modesto parere, sia una boiata pazzesca. Scorrendo la produzione letteraria di Moravia si rileva una varietà di tecniche narrative: romanzo d'appendice, racconto, saggio. Gli elementi principali del mondo rappresentato sono sempre gli stessi: predominio del sesso e del denaro, mancanza d'ispirazioni e idee, debolezza spirituale. Per questo la prima domanda all'autore è se non avesse poca sfiducia nell'uomo, seguita dalla domanda sulla sua dichiarazione nel 1978 che "La vita interiore" fosse il suo ultimo romanzo. Seguono le domande sull'intento di "1934"; sulla scarsa preparazione scolastica dello scrittore; se con "1934" non prendesse consistenza la critica di riscrivere sempre il primo romanzo (Gli Indifferenti); la dimensione della disperazione e del sottofondo politico in quanto temi principali del romanzo; la domanda se il suicidio fosse disperazione; quale relazione avesse con la vicenda l'incontro tra Lucio e una donna di nome Sonia; il rapporto dell'autore con la realtà; se credesse nella posizione di neutralità ideologica in uno scrittore; la sua idea per rendere migliore il mondo; come giudicasse la situazione in Argentina (periodo della guerra nelle Malvinas/Falkland); se  sentisse aria  di riflusso in quelli inizi di anni 80; il suo rapporto con Dio.
Interessante notare che l'autore alla domanda sull'intento del suo libro, risponde che un' "opera d'arte" non ne ha, dimostrandosi semplicemente contento di aver passato bene i tre anni necessari per scriverlo. Con buona pace della modestia.








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martedì 5 maggio 2015

1° Maggio

Scorrendo il giornale in questa giornata festiva, dei lavoratori, leggo che il presidente Mattarella ha detto che "il diritto al cibo va riconosciuto nella Carta dell'Onu", ebbene non voglio sottolineare quant'altro vi è nella suddetta carta, utilizzata da tanti potenti sul nostro pianeta al cesso.
BASTA, qui si vive tra milioni di persone che si riempiono la bocca di buonismi, ovvietà, tanto nulla costa. Tutti corretti, tutti onesti, tutti perfetti, tutte anime pie anche gli atei. E BASTA!
Certo tutti vogliono la pace (anche il vicino che vorrebbe vederti morto, perché ha lasciato cadere una cicca sulla tua tenda, e ti sei pure permesso di lamentare), tutti hanno diritto alla casa (quelli che hanno fatto i salti mortali per costruirla, che idioti), tutti hanno diritto allo studio (professori mi raccomando lasciate in acqua tiepida i vostri alunni capaci, perdete abbastanza tempo con quelli che non gliene frega nulla, perché vostro sarà il regno dei cieli),  continuiamo a rimpinguare governi corrotti, così anziché aiutare le popolazioni possono diventare sultani, sceicchi, capi tribù. Vogliamo continuare? Potrei riuscire a riempire una decina di pagine con le buone intenzioni.
Leggo che i Black bloc sono in arrivo da tutta Europa chiamati dall'ala dura dei No Tav per manifestare contro l'Expo, mi sono tutt'altro che simpatici questi gruppi, penso che molti siano telecomandati, eppure mi domando...... se sei giovane, non hai una famiglia ben strutturata alle spalle, vedi un blablà quotidiano, le facce cambiano ma hai una percezione continua di presa in giro, sei fuori dei giochi perché tutto ruota lontano da te, non ti viene voglia di spaccare tutto??? Nelle nazioni povere, dove il fatalismo è coltivato per narcotizzare la pena del vivere, non si ha la forza di scagliare contro governo e società allineata, la propria rabbia, ma da noi è diverso. La democrazia con le sue leggi, la generalizzata scolarizzazione, la percezione derivata da anni di lotte sociali, rende i giovani più consci dell'ingiustizia nella nostra società. Sono la prima a stigmatizzare queste violenze, ma per favore BASTA con le idiozie dei soliti noti, per favore il "silenzio è oro".  

Carenza d'interesse nella scuola, chissà perché...



Sì ti sei presentato di forma inaspettata. Il primo giorno di scuola hai parlato di piantine di marijuana, un anno più grande era chiaro segno di una bocciatura e con i capelli alla Bob Marley. Pian pianino ti sei fatto conoscere, estremamente educato e rispettoso con i compagni, battuta pronta, perspicace, con evidenti segni di eccezionali doti. In classe passi molto tempo a sonnecchiare, ci sono materie che non riesci a capire l' utilità. Altre non hanno mistero per te: i più bravi non intendono come afferri le soluzioni di chimica senza fare tanti giri.  Il tuo futuro lo hai già disegnato, appena uscito dalla gabbia che è per te la scuola, vuoi fare l'agricoltore. Interessante notare come il mondo degli adulti ti accoglie. In questa società "moderna", dove si è pensato tanto all'assistenza degli alunni con psicologi, professori pedagoghi, orientatori ed ogni sorta di diavoleria, nessuno riesce ad avvicinarti e scoprire la splendida persona che sei. È più facile per loro  comprendere maleducati, disadattati, viziati, bulli e violenti. Poco risolvono dandosi però un gran daffare. Con te è diverso, hai bisogno di risposte logiche, coerenza, esempio. Dove trovarlo???? Molti giovani implorano lo stesso ed è necessario non farsi fregare perché molti "contestatori" ti avvicineranno, spesso sono degli idioti il cui unico desiderio è far casino. Non hanno sensibilità, intelligenza, voglia di creare, sono figli dei distruttori, vissuti attraverso i millenni con l' unico scopo di rendere la vita difficile agli altri. Per spiegare uno dei motivi dell'andare a scuola scomodo Aristotele; egli riteneva che il mondo delle scienze si dividesse in scienze teoriche: la metafisica ossia la scienza guida, che s' incarica di studiare ciò che della realtà è immobile; la matematica che studia l'essere nella sua quantità; la fisica che studia l'essere nel suo movimento. Poi secondo il nostro ci sono le scienze pratiche-poietiche, ossia quelle che producono qualcosa ed il loro obiettivo è intervenire sulla realtà. Ecco mi sembra di bestemmiare osservando l'universo degli insegnanti (salvo, sempre e grazie a Dio, le eccezioni), sono scollegati dalla realtà, impreparati, ideologizzati e concentrati sul proprio ombelico. Se il positivo dell'appiattimento della scolarizzazione è l'aver tolto una marea umana dall'analfabetismo, secondo questi soggetti gli alunni dotati se ne devono far una ragione e portare pazienza. Gli alunni "capaci" devono saper cogliere le opportunità di apprendere tra un risvolto e l'altro, perché poco riceveranno da simili professori. Sarà  un esercizio di forza e coraggio. Alzarsi la mattina con la speranza di aggiungere un sassolino nella costruzione della propria strada, strada che a volte sarà in salita e bisognerà stringere i denti per avanzare. Caro ragazzo, non dare soddisfazione a chi pensa di  conoscere il tuo futuro e che ti tratta con alterigia perché le tue domande richiedono risposte prive di contraddizioni. Le tue doti non si sprecano per l'indisposizione di simili beoti. Basta, non se ne può più e non è giusto che debba sempre andar male ai ragazzi validi che chiedono semplicemente dei professori preparati e stimolanti.

lunedì 4 maggio 2015

I limiti dell'individuo nella società attuale

BASTA ora che una parte di Milano è stata messa a ferro e fuoco, ecco i soliti idioti. Ministri che non sapevano dell'orda barbarica in arrivo, magistrati che qualche ora prima avevano messo a piede libero dei fiorellini arrestati, e oggi ci dicono di non avere leggi dove appigliarsi in questi casi, programmi televisivi e articoli in quantità sulla faccenda. E certo, importante è far soldi. I programmi hanno bisogno della pubblicità, i giornali di acquirenti. Mi viene da ridere a leggere i numeri, eccezion fatta per gli undici poliziotti feriti ( non potremmo mai ringraziarli abbastanza  per il lavoro ingrato e inutile svolto quotidianamente), si contano 15 arrestati.  Tutto quel disastro è frutto di 15 persone? D'altra parte se erano 50, erano 50 rotture di scatole. Unica finalità, bocche da sfamare per qualche giorno ad opera dello Stato, lavoro per qualche avvocato, alcune centinaia di pagine da riempire e mettere in qualche stanzone di tribunale. Ormai sono i numeri che contano: se si ruba in compagnia, tana libera per tutti; se gli extracomunitari rubano, violentano, aggirano le leggi, tana libera per tutti (appartengono alla compagnia degli stranieri). Ecco bisogna appartenere a un gruppo. Abbiate pazienza italiani scemi che vivete l'Italia come individui.

Bordelli e prostitute


Non è mio desiderio mescolare il diavolo con l'acqua santa ma vorrei discorrere di "lupanari". Le prostitute  nell'antica Roma erano chiamate lupe, da qui il termine; i francesi più sofisticati ci hanno trasmesso la parola "bordello" (bordel). In tutti i tempi frequentare i postriboli era qualcosa da non vantarsi. I patrizi romani per non farsi riconoscere si travestivano e sfido trovare oggi un uomo occidentale che ammetta di andare a prostitute. I motivi sono svariati, anticamente per lo più erano religiosi, oggi nessuno ha il coraggio di pubblicizzarlo perché significa pagare per ottenere "piacere". Alcuni lo fanno perché l'aspetto brutto o l'essere vecchio non permette di mettere le mani su ragazze carine o su carne giovane; altri, perché certi appetiti sessuali potrebbero essere negati dentro una coppia tradizionale, oppure per desiderio di possesso vero e proprio. Difficile dare la risposta se è nato primo l'uovo o la gallina, ma se è nata prima una prostituta o la necessità di chi la utilizza io non ho dubbi. Nelle città ormai si vedono ragazze di ogni parte del mondo mercificando il proprio corpo e nessuno è all'oscuro che la maggior parte è schiava di uno o più sfruttatori, eppure immagino tanta brava gente usando e abusando senza farsi troppe domande. Ritornano a casa come se niente fosse, un bacino ai figli e a
cena con la moglie e poi insieme a vedere il "Grande fratello". In Italia il mercato vale 1, 5 miliardi annui, secondo l'Antimafia con nove-dieci milioni di prestazioni erogate al mese. Vi rendete conto? È ridicolo parlare di riaprire le case chiuse, di fare vie specifiche per la prostituzione o quant'altro. Se esiste realmente una Carta sui diritti Universali, si può accettare la mercificazione del corpo di un essere umano? BASTA! Quando c'è da scrivere "carte" troviamo flotte di sbavatori buonisti, quando c'è da prendere iniziative serie come sarebbe seguire il modello svedese, dove il cliente della prostituta è sanzionato, si cercano progetti alternativi. Suvvia in attesa di un'educazione al rispetto, ad una sessualità  tra esseri  della stessa specie, perché ho il dubbio di razze differenti tra i bipedi, bisogna tirar fuori delle leggi. Per finire il discorso sui lupanari cito il buon Dante in relazione ad un altro grosso problema dei nostri tempi: "Ahi serva Italia.....Non donna di provincie, ma bordello", mi spiegate perché mai bisogna far emigrare i nostri giovani di talento e ricevere in cambio orde barbariche, vendere il meglio del made in Italy per evitare tasse ed alte spese di gestione ed al contrario permettere a tanti stranieri di aprire negozi eludendo regolamenti obbligatori per gli italiani? Che diavoleria è questa? Qualche mente accelerata insieme a dei bischeri pensano veramente di riuscire a gestire questo bordello, perché è una certezza... in fondo al tunnel ci aspetta non la luce divina ma il caldo inferno.

venerdì 1 maggio 2015

Perchè iniziare il 1° Maggio......

Il giorno dei "lavoratori" richiama a chi ha deciso a un certo punto di essere solo madre, una presa di posizione sul proprio ruolo. Iniziamo  a sottolineare che le principali antagoniste a questa scelta sono le donne che lavorano. Inutile presentare case linde e pinte, giardini fioriti, pranzi e cene da gourmet, camicie stirate, figli seguiti a scuola e fuori senza aiuto di nonne, zie e tate.......Nulla da fare sei una poveretta da biasimare. Avrai la schiena a pezzi, avrai fatto l'autista per i tuoi figli e quelli delle "altre", hai passato il pomeriggio a giocare, a pasticciare e far sorridere i tuoi figli e quelli delle "altre", ma loro hanno lavorato, tu sei stata a far scorrere il tempo.
Ora capita spesso che le "altre" abbiano avuto il tempo di andare in palestra, dal parrucchiere, a comprare vestiti per andare a "lavorare", e che tu sia stata sempre tra una scopa e una scodella, non importa, tu non hai fatto nulla a confronto a quella che è........ andata a lavorare.
Ora non sarebbe tempo di prendere in considerazione che nella vita ognuno fa delle scelte, giuste o sbagliate, e diciamolo, in ogni scelta vi è una parte giusta e una sbagliata, e il bello del vivere sta nella varietà di proposte a noi acconsentite. Quindi buon 1° Maggio a tutte le casalinghe, perché quelle che hanno deciso di stare a casa non hanno scuse quando qualcosa non funziona, le "altre" lavorano.

Porque começar o 1° de Maio........

Sou por natureza uma otimista, quando vi o "spot" publicitário do EXPO de Milão, achei ele muito bonito. Os primeiros sentimentos sentidos foram: olha a maravilha que nos proporciona este planeta Terra. Quantas populações, quantas culturas, quantas magnificas diversidades. O rosto das pessoas que se encontram no "spot" são bonitos, a arquitetura dos pavilhões de cada nação são a melhor expressão deles. Estão presentes 145 países, o tema "Nutrir o Planeta, Energia para a Vida" parece que saiu de um livro de fabulas. Imagino a felicidade do primeiro visitador comum, provavelmente o primeiro de 20.000.000, que entrou hoje as 10.00 da manha..... Milão esta em festa. Ontem a noite Andrea Boccelli deu inicio ao Expo com um concerto na praça da Catedral. Ao meio dia o Papa Francisco fez um discurso em direta, um desfile de políticos (Deus nos livre) rindo com a boca aberta até as orelhas, estilistas como Armani, desportistas e o melhor que proporciona a sociedade italiana esteve presente. As 18.00 horas os sinos da cidade vão tocar e nas varandas da Catedral vai ter um concerto. No Teatro La Scala  vai estar em encena  "Turandot" de Puccini, que será transmitido aos
prisioneiros da cadeia San Vittore de Milão. O regista Ermanno Olmi fez um documentário de doze minutos "O planeta que nos hospeda" que será transmitido todos os dias no espaço Slow Food Theater no Expo, lembrando as riquezas e as misérias do nosso planeta. Pois é, isto que no final me faz pensar.... a quantas misérias, e quantos miseráveis. Este planeta jamais vai dar conta da população que cada dia aumenta, pede comida e bens, muito dos quais fúteis. Para lidar com esta necessidade poluição, desmatamento, e a consequência que deriva só poderá trazer destruição. Inútil brincar de roda-roda, é necessário uma politica mundial de controle da natalidade, uma escolarização que dentro das varias matérias considere a preservação da natureza, e o respeito de todas as espécies. A vida neste planeta, como na vida de cada um de nos, é um pequeno anel de uma corrente bem comprida, e se não queremos interromper antes do devido temos que modificar de vez este percurso.

EXPO

EXPO,  vamos ver o que vai sobrar da "Carta de Milão", a ideia é excelente, tudo esta a ver se sairá  do papel. Todos os visitadores da exposição podem assinar este manifesto, traduzido em 19 línguas, será entregue em outubro ao secretario da ONU, Ban Kimoon. Os que assinarem estão de acordo a sensibilizar a população mundial ao direito de todos, a uma alimentação sadia e segura. Os entusiastas definiram esta "Carta" um protocolo de Kyoto da alimentação. Muito bem até que queremos viver no mundo das fabulas, porém do protocolo de Kyoto, a maioria dos países fazem confetes de carnaval. Na realidade não existe nada de mais impossível, uma população com crescimento exponencial, que precisa para viver de agua e alimento, quando esta de barriga cheia necessita de produtos industrializados (começando pela televisão, celular, automóvel), poderá viver nos 510.072.000 Km2 do nosso planeta, sendo que a maioria são oceanos? Nossa pequena experiência de brasileiros demonstra o que aconteceu nos últimos 500 anos, graças a descoberta de Cabral...... Até os anos '70 a população não chegava a 100.000.000, em 40 anos mais que dobramos. Sem duvida maus governos não ajudaram um correto desenvolvimento, porém não vão descer anjos para nos sustentar no futuro. BASTA de bobagem, de conversa fiada, o futuro se não baixar um esclarecimento geral vai estar nas mãos dos mais fortes, todos os outros miseráveis ou carne para canhoes.
EXPO, vamos falar um pouquinho do que observamos desta manifestação. Sabiam que as cadeiras do restaurante do pavilhão Brasil são ideadas por diferentes artistas e as luminárias são realizadas pelos indígenas Yawanawà? Não podíamos esquecer dos Romanos.... A avenida principal no Expo se chama "Decumano", em recordação a estrada que corria em direção leste oeste nas cidades romanas. O Pavilhão Zero é dividido em doze locais que contam o progresso: a passagem da pescadores e agricultores, a sociedade "desenvolvida", consumista,  e o desperdiço que  acompanha este caminho moderno. O interessante é que a rica Suíça parece a mais preocupada com a escassez: dentro do seu pavilhão estão quatro enormes silos com alimentos, o visitador poder pegar o que quiser, sabendo porém que se não tiver consciência dos demais, os que vierem depois estarão com as mãos vazias....