venerdì 20 marzo 2026

Si ricomincia!



Devo ringraziare alcuni amici e soprattutto tanti sconosciuti che, con le loro email, mi hanno dato una spinta per ricominciare. In tutti questi mesi mi sono domandata più volte se valesse la pena continuare con Basta e alla fine ecco prendere il via BastablablablaIl nuovo sito è un’alleanza tra persone accomunate dal rispetto e dalla coerenza verso taluni ideali considerati tradizionalisti e populisti, dall’amore per la propria patria e dalla tenace difesa della millenaria cultura occidentale. Non ci interessa raggiungere chi ha il baricentro spostato verso altre idee, né tantomeno difendere quanto pensiamo e scriviamo: nasciamo per restare uniti tra simili, per supportarci e sentirci meno soli.
Non ho mai creduto nella comunità e nella comunanza, termini spesso abusati e utilizzati dai furbi per fare le scarpe a persone ingenue o troppo oneste. Chi mi ha seguito sa che scrivo di getto, senza troppi ghirigori, e lo faccio quando ribolle la rabbia verso i furfanti, i mistificatori, i buonisti, i troppi bipedi idioti. Scrivo anche per le anime belle: i nostri giovani, spesso sballottati tra onde impetuose, e a volte per togliermi alcuni pesi dal cuore, o sassolini dalle scarpe.
Ecco, Bastablablabla sarà soprattutto un sito di sentimenti mai assopiti.
Ringrazio il mio professore Antonio Allione, a cui devo la passione per la letteratura, l’arte, la storia e la filosofia. L’ho conosciuto quando ero poco più che bambina: non era anziano, ma molto disilluso. Si scusava con me per questo, ma sottolineava il suo desiderio di essere se stesso e, augurandomi un futuro sereno, diceva che per lui le cinque cose importanti fossero: un buon whisky, le sue sigarette Gauloises senza filtro, un libro, della musica classica e il caldo amore di una donna.
Ringrazio Maurizio Liverani, regista, giornalista e scrittore, che ho seguito fin da giovanissima. Devo a lui la forza di essere coerente con le mie idee e di non piegarmi mai alle allodole che, in cambio di una diversa visione, mi avrebbero permesso di scrivere su grandi giornali. Liverani è vissuto ai margini perché uomo onesto e non si è mai venduto, come la maggioranza dei giornalisti che hanno usato come trampolino di lancio partiti, sindacati o associazioni di sinistra. Non era permesso avere altre idee: bisognava schierarsi e giammai contraddire.
Ringrazio la mia famiglia: nonno fascista, nonna socialista; papà comunista e mamma monarchica; marito e suocero, grande amore, utopisticamente desiderosi di un’anarchia liberale. Impari che tutte le idee hanno un che di buono, nessuna è perfetta; tuttavia ognuno deve avere la libertà di manifestare il proprio pensiero. Per questo continua questo blog.
La dea Spes, raffigurata in questa moneta di epoca romana, era una giovane donna che incedeva sollevando l’orlo della sua veste e nella mano destra aveva un bocciolo di fiore: la preghiamo di darci forza in questo periodo particolarmente tormentato.
Bentrovati, amici!

lunedì 10 febbraio 2025

Maurizio Liverani in memoria

 Sono passati quattro anni e lo vorrei ricordare con i suoi aforismi, stupiscono per lucidità e saggezza. "La tv si ostina a proporre costosi e fatui intrattenimenti."

"L'italiano diventa sempre più apatico facendo sua la sentenza nulla è più reale del nulla".

"L'ideale dei nostri giorni, quello di essere scambiati per quello che non si è".
"Si vive in una malafedocrazia cioè nell'inganno." Io aggiungo: mettendo in vetrina una parodia di se stessi, e a questo servono i social.
Nemmeno io sopporto i "progressisti", uomini, donne e soprattutto alcune donne, che  vendono anima e corpo "per vivere il benessere della gauche-caviar" fingendosi femministe e mantenute da  portafogli altrui, guarda caso spesso si accasano con uomini molto agiati, mai con proletari.
"La nausea della vita", "la disistima per la vita nel suo insieme" e come potrebbe essere altrimenti, se noi poveri sensibili dementi, siamo contornati da nani e ballerine ed è difficile combatterli perché "mutano l'apparenza continuamente".

"Chiamare gli italiani un popolo libero è una bestemmia". Me ne rendo conto da quando vivo all'estero.  "È incredibile che un paese come l'Italia creda ancora che il suo avvenire sia in questa burla dell' UE".  
"L'attuale cristianesimo è spoglio oggi del trascendente a vantaggio dell'immanente" e "Il torto dell'Occidente è di aver sottovalutato il rancore dei fanatici". 

"Solo chi crede fermamente in un Dio è capace di odiare, come quei pacifisti disposti a passare su un mucchio di cadaveri pur di imporre la loro idea di pace." 

Quanto si sente la forza delle sue idee e quanta lungimiranza in frasi scritte anni fa.
Mi piace quando scrive "la liberazione dai mali del mondo non può avvenire in 
assenza della fede". Credo non intendesse fede in una religione specifica, bensì fede come intuizione che ci aiuta a far luce non tanto sulla verità, quanto sulla nostra ignoranza, senza la quale non indagheremo il Mistero.
Spero "l'eternità non si sia rivelata un'illusione" a suo dire nel caso ci "attendeva anche nell'aldilà un supplemento di caos". Io però lo immagino sopra di noi : Stupefatto e Sereno. Non potendo più leggerlo, gli pongo domande e penso alle risposte, con la speranza non si discostino molto dal suo pensiero. 

Concludo : "la migliore dimostrazione di saggezza è di riconoscere e afferrare al volo il momento decisivo",  e questo momento ci darà la possibilità di vivere quel che rimane gioiosamente. È un dovere verso noi stessi. Ricordiamolo con un sorriso. Vive e vivrà nei suoi scritti.

mercoledì 21 luglio 2021

Maurizio Liverani : Nemo propheta in patria

 



Fai paura anche da morto, e dopo tante promesse ecco nel mio piccolo ricordare un Uomo e un Vero intellettuale, certo meritavi maggior rilevanza di un blog semi sconosciuto.

“Nessuno è profeta in patria” è un’espressione latina e si dice pronunciata da Gesù dopo che la sua liturgia in sinagoga era stata accolta con freddezza. Il personaggio che vi narrerò non era credente e mi aspetto una sua tiratina d’orecchio per questa mia similitudine, tuttavia come tanti altri italiani che hanno avuto notorietà solo a posteriori, Maurizio Liverani rientra perfettamente nella casistica, per questo sosteniamo con forza sia innalzato al ruolo che gli sarebbe spettato in vita. È bene specificare che non reputiamo la notorietà un valore di cui andare fieri, nei tempi moderni è spesso sinonimo d’intrallazzi, vassallaggio, prostituzione e arrivismo, intentiamo solo far conoscere ai giovani un UOMO che è stato un esempio d’integrità intellettuale e che opponendosi alla corruzione è stato relegato ai margini della società. Ne abbiamo molto bisogno per far ripartire la migliore Italia e per farlo dobbiamo stimolare i nostri ragazzi ad avere molto coraggio per scacciare dalla scena i cattivi maestri. Maurizio Liverani era noto anche con lo pseudonimo Mauro Lirani e Ivanovich Koba, era nato a Rovereto nel 1928, oltre a giornalista era anche regista e scrittore. Interessante notare come l’appellativo Ivanovich Koba fosse lo stesso scelto da Stalin, ma prima di arrivarci al perché dobbiamo dare uno sguardo alla sua vita. Nipote di Augusto Liverani, ministro delle comunicazioni della Repubblica di Salò, il sedicenne Maurizio partecipa alla Resistenza e aderisce al Partito Comunista. Nel 1952 lo troviamo responsabile della rubrica degli spettacoli e poi di quella culturale nella redazione del giornale “Paese Sera”, fu il primo ad introdurre le stellette per valutare i film. Sembrava tutto andare per il meglio, sennonché nel 1956 durante l’invasione sovietica dell’Ungheria Liverani viene convocato dal noto politico comunista Giancarlo Pajetta intenzionato a mettergli il bavaglio, infatti gli intima senza tanti giri di parole di occuparsi di spettacoli e di lasciar stare l’Ungheria. Ci vuole molto meno per trovarsi la strada intralciata e da quel momento Liverani si guadagna la prima medaglietta di personaggio scomodo. Da lì diventa un controllato a vista e nel 1959 il settimanale “Lo specchio” lo definisce un deviazionista, la manina neanche nascosta di quella valutazione era nientepopodimeno la Direzione Generale del Partito Comunista. La sua carriera nel giornale e nel partito sta per terminare ma nel frattempo aveva assunto come critico un giovane di nome Dario Argento. Insieme rivolgono la loro attenzione al cinema sebbene in campi diversi, Argento uscirà nelle sale con il thriller “L’uccello dalle piume di cristallo” e Liverani con un divertente ritratto dell’Italia dal dopoguerra al ’68 intitolato “Sai cosa faceva Stalin alle donne?”, tra gli attori Helmut Berger e musiche di Morricone. Con questo film vinse il premio di qualità alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, tuttavia le parole di Pasolini che gli disse “vedrai te la faranno pagare” furono presto confermate, infatti il film che a Bologna nel Natale del 1969 era per numero di spettatori al secondo posto fu fatto scomparire dalla giunta rossa. Curioso che dopo la caduta del Muro il film presentato a Mosca ebbe un grande successo. Nella sua lunga vita collaborerà con varie testate giornalistiche sempre fedele esclusivamente a sé stesso. Uscirà nel 1976 con un altro film “Solco di pesca” protagonista Gloria Guida, a suo dire era stato un tentativo di ammonire senza falsi moralismi, sui paradossi del consumo di sesso.

Questo era il Nostro! Certo ha vinto qualche premio, quelli per “intenditori”, con le luci abbassate. In ogni caso Liverani sarebbe stato ritroso alla ribalta, gli sarebbe bastato potersi confrontare liberamente in dibattiti, poter dare la sua interpretazione e visione di quell’Italia a lui ben nota del dopoguerra, in fondo è questo che gli è stato totalmente negato. 

Riceve a Roma nel 1971 il Premio qualità del Ministero dello Spettacolo per il film “Sai cosa faceva Stalin alle donne?”  

A Fiuggi nel 1997 il Premio Roland Topor per la satira politica con il saggio “Dal Polo al pollo”.

Ad Ancona nel 1999 la Medaglia d'oro al giornalismo.

A Roma nel 2010 il Premio Marcello Sgarlata 2010 con la bellissima intitolazione: - Per non aver mai abdicato alla propria integrità di pensatore e alla irrinunciabile vocazione di propugnatore delle verità storiche, politiche e culturali, incurante tanto delle seduzioni quanto degli assalti di un conformismo che opprime e troppo spesso domina.

A Marta nel 2013 il Premio Scrapante con un’altra stupenda dedica: - Per i valori sociali    artistici e culturali ispirati alla sensibilità umana, al rispetto reciproco, alla solidarietà, alla dignità del comportamento alla semplicità del vivere. 

Nel 2013 il Premio Mario Pannunzio come classificato alla sezione "Giornalismo e Saggistica" per il saggio “Le fuggevoli nuvole del divismo si dissolvono con Audrey”.

A Roma nel 2017 La cineteca Nazionale gli ha dedicato una rassegna organizzata da Luca Pallanch intitolata “Sai cosa faceva Maurizio Liverani al cinema?” 

Come regista oltre per i due film menzionati, ricordiamo i documentari: Se questa è follia... (1993); La strategia del bianco (1994); Ben Shahn: un tragico umorista (1995); I colori di Sara (1997); Gli eroi sono stanchi - I gessi di Enrico Mazzolani (1998).

Opere letterarie oltre al saggio di satira politica “Dal Polo al pollo” (1997), Scipioni editore, è da leggere il romanzo “Disamore, ovvero la trascendenza verso il basso”, edito da Monduzzi (1998).

Aderendo al progetto editoriale di Barbara Soffici per valorizzare e recuperare i suoi scritti ha pubblicato tra l’altro: “Le fuggevoli nuvole del divismo si dissolvono con Audrey”; “Il cinismo al potere”; “Lassù sulle montagne con il principe di Galles”; “Sordi racconta Alberto”; “Aforismi sospetti”.

Maurizio Liverani lo scorso 10 febbraio in una mattina come tante, mentre passeggiava nel centro di Senigallia, cittadina che da anni lo ospitava, è stato colto da malore e ha perso vita. Seppur ultranovantenne quello che mi lasciava stupefatta era il tratto giovanile della sua penna. Non perdevo i suoi scritti nella rubrica da lui curata “Fatemelo dire” della agenzia giornalistica “distampa”. I titoli erano scelti con cura, la stilettata era sempre presente, ed ecco il “Nascere è fuori moda” di pochi giorni prima della sua dipartita, dove scriveva che la parola futuro ricorda un burro inscatolato, e malignamente aggiungeva quanto fosse inconveniente essere nati soprattutto in Italia; nel “Dalle stelle alle stalle” ci accompagnava nella da lui descritta intelligenza dialettica  di Matteo Renzi; nell’ “Un comico da Santa Inquisizione” ci spiegava che negare che Grillo abbia l’animo di Savonarola è come sostenere che la neve annerisce i tetti; nelle “Strade tortuose della democratura” ci ricordava che Eugène Ionesco, ai sessantottini che sfilavano per le vie di Parigi, gridava: diventerete tutti notai. 

Ah sono troppi i suoi scritti per elencarli tutti, vi esorto di cuore a leggerli su “distampa.com” FATEMELO DIRE di Maurizio Liverani. Avrete spartiti dell’Italia di oggi e di ieri, personaggi, curiosità, il tutto condito con immensa conoscenza e esperienza. Non troverete fumo, ovvietà, solo l’acutezza di un intelletto vivo e ben preparato.  Non è importante essere o non d’accordo, quello che viene dato è un’altra prospettiva, qualcosa su cui riflettere.

Se fosse stato come la maggior parte di lorsignori che circolano, scrivendo come una marionetta avrebbe avuto onori e gloria, anche perché aveva il dono della scrittura. Purtroppo sapeva benissimo che per aprirsi la strada della popolarità doveva fare compromessi, doveva abdicare alla sua libertà intellettuale e quello era un valore troppo alto, nessun denaro o ribalta sarebbe stato abbastanza. L’essere ignorato dev’essere stato assai duro, sebbene discrezione e semplicità fossero sue qualità, tuttavia sentiva l’avere tanto da raccontare e aveva voglia, e chissà, quanta del confronto. Abbiamo perso quello che sarebbe stato un ottimo “magister”, e per la sua coerenza e onestà intellettuale gli dobbiamo un eterno ricordo. Difficile allora non pensare a “Così parlò Zarathustra” di Nietzsche e al fatto che la sua opera sia un frammento dell’eternità.

giovedì 19 marzo 2020

America Latina, nessuna speranza!




Non è necessario essere Cassandra per consegnare un infausto destino al continente centro e sudamericano. Le numerose manifestazioni che percorrono questi territori sono telecomandate da poteri neanche tanto oscuri. Questo avviene dalla fine della Seconda Guerra Mondiale quando lo zio Sam ha deciso che il pianeta era “roba sua”. Il continente americano nasce come colonia d’inglesi, portoghesi, spagnoli e qualche francese; conseguita l’indipendenza le varie nazioni formatesi si sono sentite “liberate” dagli europei e così senza rendersene conto sono diventate ostaggi del dio denaro e dei suoi tanti fautori. In questi territori si erano già riversate orde di disgraziati, in mezzo a tanta gente povera ed onesta spesso s’incontravano avventurieri, galeotti, prostitute ed assassini. Certo questi farabutti si trovano in tutte le latitudini ma qui purtroppo la concentrazione è stata molto elevata. Pochi visionari all’inizio volevano fare del Nuovo Mondo una terra promessa, per esempio in Brasile re Giovanni VI del Portogallo fondò la Scuola Reale di Scienze Arti e  Lettere, costituì la Biblioteca Reale regalandole più di sessantamila volumi della sua collezione, l’Orto Botanico, il Banco del Brasile fondato in virtù di un deposito d’oro e dei gioielli della corona che ne garantiva i fondi versati. Questo re decise anche di aprire i porti agli scambi commerciali ed abolendo il monopolio della corona gettò le basi per migliorare l’economia di quelle terre. Ebbene dopo l’indipendenza del Brasile manovrata dai nordamericani e da gruppi massonici sparsi in alcuni paesi europeri, cosi come avvenuto in altri paesi centro e sud americani, tutti quei territori sono caduti in mano agli speculatori, agli estrattori di materie prime, a bipedi abituati alle conquiste subitanee con un’assenza totale di visione del futuro. Questi vogliono tutto e subito, d’altra parte molta gente è diventata straricca trovando oro, diamanti o estraendo legname e minerali vari. Non esiste il domani, la Storia è considerata obsoleta e sbeffeggiata, e da sempre si dà pochissima importanza all’istruzione e alla cultura. Anche i ricchi vivono alla giornata godendosi quanto hanno ma senza guardarsi intorno dove, oltre alle periferie inumane, troviamo pessime e carissime scuole, strade orribili, mezzi di trasporto antiquati e cartelli di proprietari di linee aeree e di autobus che impongono prezzi smisurati. I benestanti vivono chiusi in condomini vigilati da uomini armati, circondati da fili elettrici e da sistemi di allarme e di certo non camminano per le strade, preferendo molte volte utilizzare mezzi aerei per evitare di fermarsi ai semafori ed essere assaltati. Entrano ed escono governi di destra o sinistra tuttavia in queste latitudini pari sono, nessuno ha programmi seri dato che sono telecomandati da interessi esterni che corrompono da decenni queste nazioni attraverso politici ed amministratori interessati al profitto personale. Nel tempo le popolazioni da nord a sud sono cresciute a dismisura, sono formate da esseri ignoranti, manovrabili, per la maggior parte con grossi problemi di alcool e droga,  e questo è trasversale colpendo ricchi o poveri che per vivere in questa selva umana si fanno coraggio con questi palliativi. Quindi per favore evitiamo di sentire le parole vuote di un papa eretico e scevro di sapienza, di politici di sinistra che farneticano senza vedere quanto hanno prodotto i vari Lula, Morales, Maduro, famiglia Castro, Kirchner o di quelli di destra che sperano d’essere governati da dittatori come Pinochet e molti altri. Il problema parte da migliaia di chilometri da qui, i responsabili sono capaci di sconvolgere la vita di milioni di burattini e continuano ad ingrandire le loro ricchezze incuranti dei danni creati.


mercoledì 20 novembre 2019

"Bouvard e Pécuchet" di Gustave Flaubert

"L'idiota" di Fedor Dostoevskij, è una persona buona e sensibile, al contrario dell'idiozia al quadrato raccontata da Gustave Flaubert in "Bouvard e Pécuchet", dove troviamo le sciocchezze quotidiane, i luoghi comuni e la stupidità animata da spirito di vendetta per inezie, condite con piccole e grandi incoerenze.
 

 

martedì 19 novembre 2019

"Scuola di Atene" di Raffaelle Sanzio

"Scuola di Atene" di Raffaelle Sanzio questo affresco databile 1509 situato nella Stanza delle Segnature all'interno dei Palazzi Apostolici in Vaticano, rappresenta i più celebri filosofi, matematici, immersi nel discorrere tra loro: Platone e Aristotele, Diogene, Socrate, Epicuro, Pitagora, Euclide, Archimede, Diogene e tanti altri.
 

 

martedì 15 ottobre 2019

Amor, ch’a nullo amato amar perdona



L’effetto della dura lotta che ho combattuto per arrivare fin qui, sono presenti in ciascuna delle mie rughe, in ogni filo di capello bianco portato con molto orgoglio, nelle cicatrici visibili sul mio corpo ed in quelle incorporee dell’anima. Gli errori, pagati a carissimo prezzo e senza sconti, mi hanno visto spesso barcollare ed in procinto di cadere, tuttavia mi ha sorretto il fatto che tu sussisti seppur lontano e negli ultimi diciannove anni il veder crescere la mia splendida figlia.
Strano questo destino che mi ha consegnato una vita solitaria, io che amo ridere, scherzare e parlare anche con i muri. Ed infatti una marea di estranei mi scorta in questa eterna attesa. Devo molto a loro perché mi sono stati vicini in cambio di qualche consiglio, un poco del mio tempo e dell’allegria che mi caratterizza.
Devo dire che il fardello ora si sta facendo pesante, infatti con la vita che fluisce si fa pressante la necessità di ascoltare la tua voce, poterti toccare, ridere insieme, ascoltare della musica, fare una passeggiata, vedere insieme un’alba, un tramonto o un cielo stellato. Ed in questi casi lo stare in silenzio non sarebbe per me neanche una fatica.
Sarà quel che Dio, il fato o entrambi avranno deciso per noi.

giovedì 5 settembre 2019

"Enea e Anchise" di Raffaello Sanzio

Enea e Anchise disegno di Raffaello Sanzio (1483-1520) a descrivere le parole di Virgilio nell'Eneide: "Presto, padre mio, dunque: sali sulle mie spalle, io voglio portarti, né questa sarà fatica per me.  Comunque vadan le cose, insieme un solo pericolo una sola salvezza avrem l’uno e l’altro.  Il piccolo Iulio mi venga dietro, discosta segua i miei passi la sposa".
 

 
 

domenica 1 settembre 2019

"Distruzione di Troia" di Giandomenico Tiepolo

Giandomenico Tiepolo (1727-1804) in questo quadro narra la distruzione di Troia, causata dal fatto che re Priamo non prestò fede alla figlia Cassandra. Apollo aveva insegnato alla giovane i segreti della preveggenza, tuttavia quando lei gli si negò, lui per vendetta le scagliò una maledizione: mai nessuno avrebbe creduto alle sue profezie.




venerdì 9 agosto 2019

"Libertà della Poesia" di Pio Fedi

"Libertà della Poesia" di Pio Fedi, questa scultura si trova nella basilica di Santa Croce a Firenze, pare abbia ispirato Frédéric Auguste Bartholdi, conosciuto per la Statua della Libertà di New York, anche se il volto della statua ebbe per modello sua madre.
 

 

giovedì 1 agosto 2019

"Amore e Psiche" di Antonio Canova

Amore e Psiche, lo scultore Antonio Canova (1757-1822) illustra il momento in cui Amore risveglia con un bacio Psiche caduta nel sonno mortale per aver disubbidito a Venere.
 

 
 

sabato 20 luglio 2019

"Il matrimonio di Psiche" di Raffaello Sanzio

"Il matrimonio di Psiche" di Raffaello Sanzio, storia di una bella giovane della quale divenne gelosa Venere. La dea invia suo figlio Amore-Cupido per farla invaghire dell'uomo più brutto della terra, l'emissario però s'innamora perdutamente. Onde evitare le ire della madre, egli incontra l'amata solo al buio, fin quando istigata dalla invidiose sorelle, Psiche con uno stratagemma scopre l'identità del dio. Dovrà affrontare per questo durissime prove fin quando Giove si commuove e Psiche diventata dea potrà sposarsi con Amore.
 


martedì 16 luglio 2019

San Gregorio

San Gregorio (538-594) vescovo di Tours non aveva una carriera di studi e non conosceva i classici, la sua principale opera letteraria fu la "Historia Francorum" (La storia dei Franchi), per la scrittura incerta, sgrammaticata e barbarizzata, lo consideriamo il protettore dei cattivi scrittori. 



lunedì 1 luglio 2019

Università di Federico II di Napoli

Il frontale dell'Università Federico II di Napoli, di Francesco Jerace, raffigura l'imperatore che l'ha istituita nel 1224 per formare i dirigenti preposti al governo dello Stato.
 

"Athena Parthenos" di Fidia

ATENA figlia di Zeus e di Meti, dea della sapienza, della tessitura, della strategia militare. Spesso era accompagnata dalla dea della vittoria Nike, come osserviamo in questa statua di Fidia, l'Athena Parthenos, è raffigurata nella sua mano. Da questo appellativo di "vergine Atena" deriva il nome del più famoso tempio dedicato a lei, il Partenone sull'acropoli di Atene.
 

 

mercoledì 12 giugno 2019

Il Tempio della Speranza, Roma

SPES ULTIMA DEA Il Tempio della Speranza fu costruito dai Romani durante la prima guerra punica. Si trovava nel Foro Olitorio tra il Teatro di Marcello e il Foro Boario. Del Tempio rimangono sei colonne con architrave inglobate nel fianco sinistro della Chiesa di San Nicola in Carcere a Roma.
 

 

mercoledì 8 maggio 2019

"La battaglia di Lepanto" di autore sconosciuto

La battaglia di Lepanto 07/10/1571, il dipinto si trova nel Duomo di Montagnana, l'autore è sconosciuto, tuttavia sembra abbia partecipato all'evento per la precisione della rappresentazione. L'impulso che affretterà lo scontro tra la flotta cristiana e quella ottomana, fu l'uccisione del senatore veneziano Mancantonio Bragadin, torturato e spellato vivo, il suo corpo sarà poi riempito di paglia e portato a Costantinopoli issato sulla galea del Pascià.
 

 

mercoledì 1 maggio 2019

"Bubbles" di John Everett Millais

"Bubbles", pittura di John Everett Millais, acquistato nel 1886 da Thomas Barratt, manager del sapone Pears, l'immagine del bambino incantato dalla bolla, diventerà il logo dell'azienda.
 

 

martedì 16 aprile 2019

M la scuola W la scuola





Vedervi all’opera crea due condizioni di spirito. La prima inietta entusiasmo e “joie de vivre”, perché la capacità di superare le sfide ci dà la misura del vostro crescere e dell’acquisizione dell'indipendenza. È una parabola che dona a noi genitori una rassicurazione riguardo il vostro futuro in quanto è evidente che, non essendo eterni, il nostro invecchiare corrisponde al vostro diventare adulti autonomi. La seconda condizione ci destina un pochino d’ansia, perché non possiamo più fare nulla per voi: nessun rimbrotto per studiare e non star a perdere tempo, nessun colloquio con i professori per capire cosa bisogna fare contro il vostro disinteresse verso una materia, o che misure adottare per aiutarvi. Ci vengono perciò in mente gli anni passati a perseguirvi per fare i compiti, per studiare e non farlo solo a ridosso delle interrogazioni e dei compiti scritti. Ecco è arrivato il tempo di scegliere quale università intraprendere, degli esami di ammissione alle università e dei recuperi.
Vi ricordate gli anni passati a convincervi della necessità di seguire anche le lezioni di un professore a voi non gradito e del perché era necessario studiare una materia che vi sembrava inutile? Ebbene adesso vi accorgete che negli anni passati, dove spesso riscaldavate solo i banchi, vi si dava al contrario l’opportunità d’immagazzinare conoscenza, che è il supporto alla cultura generale di ciascuno di noi. Certo, questa cultura la si può ampliare ed accrescere da soli,  se vogliamo anche da adulti, ma gli anni scolastici sono imprescindibili nelle scelte che siamo obbligati a prendere tra i 18 ed i 19 anni. Mi causa tormento non essere riuscita a convincere alcuni di voi, a non lasciar scorrere via gli anni scolastici facendo il minimo sindacale. Oggi posso dirvelo a chiare lettere: su alcuni professori avevate pienamente ragione, perché pure loro lavoravano facendo il minimo sindacale e spesso avvolti in ideologie di bassa lega. Per alcuni l’insegnamento era solo un obiettivo per guadagnarsi la pagnotta, altri perché non avevano scelta. Spesso vi siete imbattuti in personaggi che non vi hanno stimolato a conoscere, a perseverare quando gli obiettivi erano difficili, ad entusiasmarvi rendendo alcune materie vive.
Molte volte siete stati costretti ad imparare nozionisticamente con lo scopo di finire un programma, perché alcuni professori sono del tutto passivi, conoscono una materia ma non sanno “insegnarla”. È anche vero, che  nel desolante panorama, si trovano delle perle preziose: professori preparati che vi ricorderete per tutta la vita e che magari vi hanno aperto il cammino verso una professione. Comunque alla martoriata scuola, finita in mano a decenni d’ideologia beota, dobbiamo rendere grazia, perché è una conquista preziosa. Ai giovanotti e alle donzelle delle medie e del liceo, che iniziano un nuovo anno scolastico, è necessario dire che non vale la pena perdere tempo trastullandosi per superare l’anno alla male in peggio. Quando dopo la maturità arriverà l’ora delle decisioni, i giochi saranno già stati fatti ed il vostro destino sarà scritto sulla pietra e senza la minima possibilità di cambiarlo. In quel momento non potrete prendervela con l’insegnante incapace, svogliato o che ce l’ha con voi, quindi forza dimostrate di quale pasta siete fatti ed impegnatevi, perché si tratta del vostro futuro.
Ai professori vorremmo dire che non vi si chiede di leggere dei libri di testo in forma asettica, ma di trasformare quanto scritto in materia viva, per questo è necessaria una formazione di alto livello, in modo che le lezioni siano a dimensione di alunno. Professori, non avete in mano solo il futuro di un individuo, ma quella della società del domani. Il vostro ruolo è importantissimo.
Ai genitori, personaggi non secondari di questa storia, è necessario rammentare il vostro obbligo verso i figli. Negli anni vi siete deresponsabilizzati delegando ad una fantomatica società, di cui siete l’anello primario, ogni sorta di male. Siete parte in causa dell’andazzo corrente, per il vostro scarso interesse verso la cultura, l'affidare ad altri l’educazione dei pargoli, la costante incoerenza tra quello che dite e quello che fate, e di cui i figli sono testimoni giornalieri. Queste mancanze hanno di fatto svuotato il paese del suo principale valore: la famiglia di antica memoria.

A tutti gli studenti W la Scuola e buon anno di cuore, di questa Italia siete la parte migliore e ci donate speranza per una rinascita futura.