"Bubbles", pittura di John Everett Millais, acquistato nel 1886 da Thomas Barratt, manager del sapone Pears, l'immagine del bambino incantato dalla bolla, diventerà il logo dell'azienda.
mercoledì 1 maggio 2019
martedì 16 aprile 2019
M la scuola W la scuola
Vedervi all’opera crea due condizioni di spirito. La prima inietta entusiasmo e “joie de vivre”, perché la capacità di superare le sfide ci dà la misura del vostro crescere e dell’acquisizione dell'indipendenza. È una parabola che dona a noi genitori una rassicurazione riguardo il vostro futuro in quanto è evidente che, non essendo eterni, il nostro invecchiare corrisponde al vostro diventare adulti autonomi. La seconda condizione ci destina un pochino d’ansia, perché non possiamo più fare nulla per voi: nessun rimbrotto per studiare e non star a perdere tempo, nessun colloquio con i professori per capire cosa bisogna fare contro il vostro disinteresse verso una materia, o che misure adottare per aiutarvi. Ci vengono perciò in mente gli anni passati a perseguirvi per fare i compiti, per studiare e non farlo solo a ridosso delle interrogazioni e dei compiti scritti. Ecco è arrivato il tempo di scegliere quale università intraprendere, degli esami di ammissione alle università e dei recuperi.
Vi ricordate gli anni passati a convincervi della necessità di seguire anche le lezioni di un professore a voi non gradito e del perché era necessario studiare una materia che vi sembrava inutile? Ebbene adesso vi accorgete che negli anni passati, dove spesso riscaldavate solo i banchi, vi si dava al contrario l’opportunità d’immagazzinare conoscenza, che è il supporto alla cultura generale di ciascuno di noi. Certo, questa cultura la si può ampliare ed accrescere da soli, se vogliamo anche da adulti, ma gli anni scolastici sono imprescindibili nelle scelte che siamo obbligati a prendere tra i 18 ed i 19 anni. Mi causa tormento non essere riuscita a convincere alcuni di voi, a non lasciar scorrere via gli anni scolastici facendo il minimo sindacale. Oggi posso dirvelo a chiare lettere: su alcuni professori avevate pienamente ragione, perché pure loro lavoravano facendo il minimo sindacale e spesso avvolti in ideologie di bassa lega. Per alcuni l’insegnamento era solo un obiettivo per guadagnarsi la pagnotta, altri perché non avevano scelta. Spesso vi siete imbattuti in personaggi che non vi hanno stimolato a conoscere, a perseverare quando gli obiettivi erano difficili, ad entusiasmarvi rendendo alcune materie vive.
Molte volte siete stati costretti ad imparare nozionisticamente con lo scopo di finire un programma, perché alcuni professori sono del tutto passivi, conoscono una materia ma non sanno “insegnarla”. È anche vero, che nel desolante panorama, si trovano delle perle preziose: professori preparati che vi ricorderete per tutta la vita e che magari vi hanno aperto il cammino verso una professione. Comunque alla martoriata scuola, finita in mano a decenni d’ideologia beota, dobbiamo rendere grazia, perché è una conquista preziosa. Ai giovanotti e alle donzelle delle medie e del liceo, che iniziano un nuovo anno scolastico, è necessario dire che non vale la pena perdere tempo trastullandosi per superare l’anno alla male in peggio. Quando dopo la maturità arriverà l’ora delle decisioni, i giochi saranno già stati fatti ed il vostro destino sarà scritto sulla pietra e senza la minima possibilità di cambiarlo. In quel momento non potrete prendervela con l’insegnante incapace, svogliato o che ce l’ha con voi, quindi forza dimostrate di quale pasta siete fatti ed impegnatevi, perché si tratta del vostro futuro.
Molte volte siete stati costretti ad imparare nozionisticamente con lo scopo di finire un programma, perché alcuni professori sono del tutto passivi, conoscono una materia ma non sanno “insegnarla”. È anche vero, che nel desolante panorama, si trovano delle perle preziose: professori preparati che vi ricorderete per tutta la vita e che magari vi hanno aperto il cammino verso una professione. Comunque alla martoriata scuola, finita in mano a decenni d’ideologia beota, dobbiamo rendere grazia, perché è una conquista preziosa. Ai giovanotti e alle donzelle delle medie e del liceo, che iniziano un nuovo anno scolastico, è necessario dire che non vale la pena perdere tempo trastullandosi per superare l’anno alla male in peggio. Quando dopo la maturità arriverà l’ora delle decisioni, i giochi saranno già stati fatti ed il vostro destino sarà scritto sulla pietra e senza la minima possibilità di cambiarlo. In quel momento non potrete prendervela con l’insegnante incapace, svogliato o che ce l’ha con voi, quindi forza dimostrate di quale pasta siete fatti ed impegnatevi, perché si tratta del vostro futuro.
Ai professori vorremmo dire che non vi si chiede di leggere dei libri di testo in forma asettica, ma di trasformare quanto scritto in materia viva, per questo è necessaria una formazione di alto livello, in modo che le lezioni siano a dimensione di alunno. Professori, non avete in mano solo il futuro di un individuo, ma quella della società del domani. Il vostro ruolo è importantissimo.
Ai genitori, personaggi non secondari di questa storia, è necessario rammentare il vostro obbligo verso i figli. Negli anni vi siete deresponsabilizzati delegando ad una fantomatica società, di cui siete l’anello primario, ogni sorta di male. Siete parte in causa dell’andazzo corrente, per il vostro scarso interesse verso la cultura, l'affidare ad altri l’educazione dei pargoli, la costante incoerenza tra quello che dite e quello che fate, e di cui i figli sono testimoni giornalieri. Queste mancanze hanno di fatto svuotato il paese del suo principale valore: la famiglia di antica memoria.
A tutti gli studenti W la Scuola e buon anno di cuore, di questa Italia siete la parte migliore e ci donate speranza per una rinascita futura.
lunedì 1 aprile 2019
Semplicemente NOI
Ti avrei voluto dire quanto sei sempre stato importante per me, una presenza costante nell’assenza. Non hai idea di quanto hai viaggiato e delle meraviglie ammirate. Il Portogallo, visitato più volte, ha visto la tua presenza nella splendida Lisbona, c’eri al mercato della Ribeira con il suo grande padiglione gastronomico e la musica a riscaldare l’ambiente. Dopo aver passeggiato nel chiostro del monastero dei Jeronimos, abbiamo atteso un tavolo per mangiare i prelibati pastéis di Belém, nel caratteristico locale vicino alla torre. E sì, gli sguardi hanno accarezzato la Torre di Belém e ripassato il contenuto del libro "Pau Brasil", abbiamo provato un brivido ricordando un amore intenso ed eterno. La sera con passi leggeri abbiamo percorso il quartiere Alfama ascoltando lo struggente “fado” e siamo stati sopraffatti dalla nostalgia. Arrivati a Obidos, in una magnifica giornata di sole, non ci siamo spaventati per il caldo e abbiamo camminato lungo le mura scrutando la piccola città abbarbicata al suo interno, quando come per magia abbiamo visto un vecchio con la sua chitarra intonare una canzonetta d’amore. Altre volte abbiamo apprezzato le lunghe spiagge portoghesi e ascoltato le onde dell’Atlantico infrangersi con fragore. A Oporto siamo andati su e giù con la funivia e abbiamo mangiato nel Cais da Ribeira, avevamo gli occhi puntati sul fiume Duero e le sue caratteristiche imbarcazioni cariche di tini con il prezioso vino di Porto. Entrati alla stazione centrale di San Bento, ornata da piastrelle dipinte e considerata una delle più belle d’Europa, ci siamo immersi nelle raffigurazioni di vita vissuta. Nella sempre affascinante Francia abbiamo scorrazzato lungo il fiume Loira per vedere i magnifici castelli e la bellissima scala a chiocciola progettata da Leonardo da Vinci nello Château de la Rochefoucauld. In Provenza abbiamo goduto dei paesaggi mozzafiato tra i campi di lavanda che sono serviti a Vincent van Gogh per dipingere centinaia di quadri. A Parigi sul bateau-mouche è stato difficile trattenere le lacrime ascoltando “la vie en rose” e dopo una giornata al Louvre, ci siamo assopiti stanchi con il magico sguardo della “Monna Lisa” che ci aveva inseguito lungo tutta la sala. In Spagna abbiamo apprezzato Siviglia, Cordoba e le incantevoli fontane dell’Alhambra nel complesso palaziale andaluso di Granada. Dopo aver percorso chilometri in auto arrivare nella cittadina di Caceres è stata una sorpresa, piccola ma la più importante per lo stile rinascimentale spagnolo. In Portogallo, Spagna, Francia ci siamo andati spesso e ci torneremo perché c’è ancora molto da scoprire e dipendendo dagli stati d’animo ogni volta sembra la prima. Difficile non ricordare le innumerevoli passeggiate sulle Dolomiti durante l’estate e d’inverno con la neve. Strana sensazione, più vicino al cielo si riesce quasi a toccare l’assenza. A Zurigo e a Lugano complici lago e montagna l'animo sembra acquietarsi. Non percepisco tanto dolore se non quando ci troviamo in Brasile, forse i profumi, i colori, non lo so… Certo che lì in campagna nelle notti di luna alzando gli occhi verso milioni di stelle, la croce del sud e il cielo a farci da tetto, si sente la necessità di toccare la presenza. E il mio Rio de Janeiro con il verde della “mata atlantica”, le rocce nere umide, il Cristo Redentore, il Corcovado e l’oceano che penetra nella baia, mi portano ogni volta a delirare e non posso restare per molto tempo. Sono passati più di trentacinque anni e come vedi la tua presenza è stata sempre marcante, percepisco la tua voce, il tuo sorriso, la tua inquietudine, la tua paura di lasciarti andare. Sarà quel che Dio, il fato o entrambi avranno deciso per noi.
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