giovedì 23 luglio 2015

KEEP CALM e........




A volte è necessario far scorrere del tempo per riordinare le idee e poter proseguire, in fondo è questo il compito fissato, da chi non vuole essere indifferente dinanzi all'ineluttabile. Issare bandiera bianca, questo ha fatto Tsipras con la decisione di abdicare alle condizioni imposte dall'Unione Europea. Le nostre speranze erano ben altre, ma esigere un altro sforzo a una popolazione alla canna del gas, maneggiato da chi ne ha parecchia dimestichezza, indubbiamente comportava da parte del primo ministro greco, un coraggio da leoni. Nel mondo contemporaneo è scomparsa l’idea del sacrificarsi per i posteri. Oggi è l’epoca del tutto e subito, impossibile chiedere, seppure agli eredi di un passato glorioso, un’immolazione. La Storia è beffarda, nel 1953 c’era un ministro greco tra i firmatari dello sconto del 50% alla Germania per i danni causati nella prima guerra mondiale, e il congelamento per quelli della seconda. C’è da rabbrividire quando ascoltiamo i tedeschi porre l’accento sull'obbligo di ottemperare al pagamento dei debiti, proprio loro che hanno causato morti, danni e distruzioni. Ora ci spiegassero i politici europei perché sarebbero più importanti i debiti attuali, frutto di raggiri contabili
garantiti dalla Goldman Sachs, che le anime pure di Bruxelles hanno lasciato correre. Dove sono i colpevoli di questa intrepida rapina alla popolazione greca, forse in galera? E i burocrati pagati a peso d’oro per controllare, continuano nella loro posizione? Questo e altro vogliamo sapere. I conti non tornano in questa Europa narcotizzata da anni di benessere, assopita da utopie catto-comuniste, intontita da una democrazia utilizzata dai meno meritevoli per i peggiori scopi, tramortita da interessi finanziari camuffati da sviluppo economico. E’ arrivata l’ora di darsi una mossa, se è valsa la pena nell'ultimo secolo di allontanare analfabetismo e classismo imperante, gran parte degli europei dovrebbe cercare le cambiali nei bauli della propria famiglia, e ottemperare all'obbligazione personale.

Quant'è avvilente e intrigante scrivere di banche




Guardate sembianze e movenze dei due personaggi dipinti da Marinus van Reymerswale, l'opera ha un titolo eloquente "Gli usurai". Scomodiamo la Bibbia: l’antica scrittura comandava agli uomini di guadagnarsi la vita con il sudore della fronte; soffermiamoci a Francesco d'Assisi per il quale il denaro è lo sterco del diavolo, siamo nel '200 e chi prestava soldi con interessi sopra al 5% era considerato un usuraio. Sorridete pure, tanti si riempiono la bocca con la modernità, di fatto il percorso dell'uomo verso un futuro all'insegna del Dio denaro è già a  buon punto. Quando a Genova nel XV secolo nacque il Banco di San Giorgio, primo istituto bancario in senso moderno, oltre a gestire la raccolta dei risparmi, amministrava anche la fiscalità ed il debito pubblico, come ora le Banche Centrali. L’arguto Machiavelli, osservando il suo agire, lo definirà “uno Stato nello Stato”, avrà pure voluto evidenziare qualcosa! Siamo agli albori. Adesso cos'è una banca? Ci dicono sia un’impresa erogatrice di beni e servizi, fornisce alla clientela mezzi di pagamento ed intermediazione finanziaria, tra offerta e domanda di capitali. Capitali depositati dai privati cittadini, un esempio sono i risparmi delle famiglie, e capitali prestati per acquistare una casa, per investire nella propria impresa e così via. In tanti paesi, e l’Italia è in vetta alla classifica, principale entrata delle banche sono i guadagni sugli interessi attivi sui prestiti dei debitori e sui minori interessi distribuiti ai clienti con deposito attivo. E’ facile moralismo rilevare l’immensa disparità tra gli uni e gli altri? Qui non si tratta di sterco del diavolo, ma di una montagna di merda e la responsabilità non è del diavolo bensì della politica; i
governi di sinistra, di centro o di destra, non hanno mai fatto il minimo sforzo per ridurre questa iniquità. I ricavi dalle intermediazioni dipendono dalla differenza, il molto noto spread, tra i tassi attivi a carico dei clienti e i tassi passivi versati ai clienti.  Servono lumi per capire il perché la BCE presta soldi agli Stati con tassi vicino allo zero e i prestiti a 5 anni alle imprese in Italia sono al 5%, in Spagna al 4%, in Francia e Germania al 3%? In mezzo alle decine di pagine consegnate dalle banche ai clienti in allegato ai mutui della casa, o per l’acquisto dell’auto, o per i prestiti personali “lasciate ogni speranza di capire o voi che guardate”; inoltre, inspiegabilmente, i tassi usurai sono il doppio di quelli convenzionali. In Italia rileviamo anche costi di gestione per i conti correnti assurdi; le carte di credito sono tra le più costose del pianeta per gli utilizzatori e per i commercianti, che sborsano cifre inconsuete per offrire un servizio alla clientela (circa 1,7% Visa e MasterCard ed addirittura 3,5% American Express). Chissà perché in altri paesi non avviene? Ai posteri l’ardua sentenza.

mercoledì 15 luglio 2015

INTEGRAZIONE.........





In questo quadro dell'inglese George Watts, la bruttezza del Minotauro passa in second'ordine, perché la figura del mostro arriva quasi a intenerirci, per la malinconia espressa mentre osserva l’orizzonte. Una frase in un libro di Michael Ende (scrittore conosciuto per “La storia infinita”) ci guida al pensiero che scorre nella mente del Minotauro: - Soltanto chi lascia il labirinto può essere felice, ma soltanto chi è felice può uscirne. Questo vale per lo spirito con il quale nella vita si affrontano molte situazioni, il più importante però riguarda il nostro inconscio, e la sofferenza vera o falsa provata. Il vocabolo “integrazione” proprio delle scienze sociali, indica un insieme di processi culturali e collettivi, per il quale alla fine di un percorso, un individuo entra a far parte di una società differente dalla sua. Sulla carta è sempre tutto bello e splendente, altra cosa è sentirlo sulla nostra pelle. Al dunque, chiariamo le differenze abissali sulle varie tipologie di esiliati o trasferiti, da una parte all'altra del mondo. I privilegiati economicamente appaiono i meno sofferenti, anche se l’esteriorità inganna. Vi sono talmente tante differenze tra gli stessi paesi occidentali da richiedere un manuale per la sopravvivenza. In alcuni paesi è obbligatorio darsi del “lei”, il
formalismo anche se falsamente messo in discussione è radicato, e questo crea una barriera difficile da scavalcare alle persone abituate al “tu”. Vi sono paesi dove si da molto risalto alla cornice, si cura vestiario e accessori, in altri non è importante; quando batti l’occhio in una persona, squadrandola sai come comportarti, cosa aspettarti e le reazioni. Il quadro sovente non è all'altezza della cornice, chi non lo sa, rimarrà deluso e ingannato. L’amicizia è un altro paravento, in alcuni paesi è riunirsi per fare baldoria, stare insieme tra simili; in altri c’è una spiccata propensione a mettere di mezzo i sentimenti. Questi si possono dividere in altre due specie: gli adulatori, “mi potrebbe servire”, “tanto non costa nulla”, e le vittime dei buoni sentimenti, poveri soggetti increduli davanti all'insensibilità dell’essere umano. Vivere nell'agio toglie la macchia del diverso, scuole e ambiente sociale permettono un inserimento, comunque il tuo posto sta in mezzo a due mondi. Non stai più né di qua né di là, il disagio per fortuna non lo senti perché sei considerato tra pari, tant'è. Immaginiamo invece quando arrivi con una mano davanti e una dietro, in un paese sconosciuto, di cui a volte conosci il nome e null'altro. Vedere delle persone mangiare con le mani, pulirsi il naso con le dita, fare i bisogni dove natura comanda, è roba per santi e filantropi anche se per te è abitudine. Questo creerà un paravento tra te e gli altri, e stiamo solo alle apparenze. Aggiungiamo il legame a valori e norme, lontane anni luce a quelle del luogo dove sei stato catapultato. Serve altro per creare disagio? Chi asserisce  con il tempo, con la scuola, si realizzi l’integrazione, è un illuso, può avvenire ad alcuni predisposti al cambiamento, mai per la maggioranza. L’ idea utopica è nata con movenze religiose, e dalla storia di luoghi poco abitati, colonizzati nei secoli passati, a costo della vita di intere popolazioni autoctone. Con buona pace dei sognatori.

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