lunedì 27 marzo 2017

Le parole sincere




Immagine correlataÈ difficile confrontarsi con chi ha paura delle parole quando si è passato una vita a scontare pena per la propria onestà intellettuale, odiando le ipocrisie, le falsità, il detto non detto che in molte circostanze serve solo per scegliere all’ultimo minuto la soluzione più confacente al proprio interesse personale. Secondo mia figlia a volte non è necessario parlare per esprimere i propri sentimenti, dolori ed inquietudini. Vero in parte perché se celiamo la nostra timidezza nel silenzio spesso dalla mancata comunicazione sortiscono incomprensioni o malintesi. Il silenzio è appropriato quando non si vuole ferire o danneggiare una persona, quando la vicinanza ed una carezza fanno più di un milione di parole, però non si può tentare d’interpretare sentimenti oppure scegliere quale via perseguire senza un confronto aperto e sincero. Il mancato dialogo rende tutto più complicato e crea inutili illusioni ed aumenta le incertezze. Per questo tra chi si ama non è mai venuta meno la necessità di dire “Ti Amo”, non lo si può sottintendere, è necessario dirlo ed è piacevole ascoltarlo. Le parole oneste non sono mai poche e vane quindi non abbiate pudore di dimostrare sentimenti ed emozioni, senza loro la vita sarebbe molto scialba!

martedì 10 gennaio 2017

Saudade

Da brividi! Ho viaggiato decine di volte dal Brasile all'Italia e viceversa, è un’esigenza di noi persone erranti nate in un luogo e vissute in un altro. Il percorso necessario per spostarsi all'ennesimo viaggio, dopo tanti anni e molte vicissitudini, si carica di emozioni ataviche.  Questa volta non si parte da Roma ma da Lisbona, in una splendida giornata autunnale. È bastato guardare dall'oblò, mentre l’aereo decollava dalla capitale portoghese, e come per magia sensazioni ataviche hanno ripreso vita. Il Tago come allora scorre tranquillo, Lisbona è adagiata e splendida, la Torre di Belém si apre sull'Oceano e dall'altra parte c’è il Brasile. Ecco ritrovarmi sullo scenario di “Pau Brasil” quando la Corte portoghese partì precipitosamente per sfuggire alle truppe napoleoniche con il suo carico di uomini e donne, con le paure tipiche delle partenze, con la “saudade” caratteristica propria dei portoghesi, navigatori per necessità premuti tra la Spagna e l’Oceano. Sì cari sostenitori della globalizzazione non avete capito proprio nulla. I sentimenti, per chi li ha, sono legati alle tradizioni, ai luoghi e ai profumi che abbiamo sentito e percepito alla nascita. Il bisogno legato alla sopravvivenza ci può portare a vivere in un posto rispetto all'altro, però la nostra essenza rimane attaccata ai luoghi originari. Si spiega così il perché nei vari “Nuovi Mondi”, Americhe ed Oceania, ci si arrocca alle antiche tradizioni creando aggregazioni come le varie Chinatown, le Little Italy, le “culture” Sirio-Libanesi e via tutte le popolazioni a unirsi tra consimili. Quando questo non avviene spesso si crea una rottura foriera di spersonalizzazione, con il suo carico di psico drammi e di solitudine. L’essere umano nel suo lungo percorso ha dovuto racchiudersi in comunità per non sentir paura dell’ignoto, del mistero del vivere, per questo ha creato interessi comuni, usi, religioni, tradizioni ancestrali. Tutto ciò serve ad affrontare la difficoltà nel non saper dar risposta alle proprie inquietudini e quando questi vengono a meno troviamo soggetti disadattati, come i giovani musulmani, corpi estranei nelle nostre società. Loro pur vivendo tra noi per sentirsi a "casa" vorrebbero portare la sharia in Europa. Volevo tuttavia parlare di emozioni, di partenze con il loro carico di speranze e di tristezza. Sono felice di questo viaggio. Non appena cominciato ha riallacciato nodi antichissimi, mi sento portoghese, fiamminga, romana, etrusca. Amo svisceratamente la cultura europea, la sua arte, la sua letteratura, la sua filosofia, benedetti siano i Greci. Ci hanno donato una ricchezza immensa spesso violentata da idioti, cretini, mistificatori che purtroppo servono a ricordarci le nostre imperfezioni di esseri umani. Figlia ti amo e mi manchi già... e questa è saudade.


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venerdì 16 dicembre 2016

Banche perché farsi truffare?



E' difficile rispondere se è nato prima l'uovo o la gallina, al contrario è semplice replicare chi sia più importante tra una banca ed i suoi clienti. L’origine di questo istituto parte dal “trapezita” nell'antica Grecia, un tavolo dove operavano i cambiavalute, personaggi importanti perché dovevano conoscere il valore e l’autenticità delle monete. Nel tempo questi signori cominciarono a fare prestiti dietro compenso e Aristotele nell’“Etica Nicomachea” già si preoccupò di spiegare che il denaro non può generare denaro. Nel Medioevo la stessa Chiesa condannava chi si arricchiva con i prestiti, precludendoli la salvezza eterna. Non si tratta di facile moralismo, bensì di affermare che la ricchezza può essere frutto esclusivo del lavoro e non dell’investimento del denaro. Il solo vocabolo “investire” dovrebbe farci rabbrividire, si tratta di affidare un mandato a qualcuno per esercitare determinati diritti. Abbiamo spesso remore a dare una delega per una riunione di condominio o autorizzare qualcuno a parlare in nostra vece, al contrario accordiamo con molta superficialità i nostri averi a degli sconosciuti.  Quali sono le funzioni delle banche? Questi istituti sono preposti a prendere i risparmi dei clienti, i depositi, e corrispondere poi un interesse; questi denari affidati sono usati per erogare dei prestiti ossia il credito, con un interesse che dovrebbe pagare il risparmiatore più una parte per le spese di gestione. Parrebbe semplice, ecco però lo zampino del diabolico essere umano. Le banche sono cresciute nella stessa misura dell’avidità e della voracità dell’uomo moderno. Sono diventate grandi, questo vuol dire molti impiegati a formare piramidi: alla base migliaia di persone che hanno uno stipendio adeguato, in alto soggetti fiondati a dirigerle. In quelle ambite poltrone siede il peggio del peggio: raccomandati politici e dei potenti, eredi di alti funzionari, chi non ha remore e amore al
prossimo. Quando entriamo in una banca e mettiamo dei soldi nel nostro conto corrente riceviamo un interesse irrisorio e nessuno ci dice grazie. Quando andiamo a chiedere un prestito, un mutuo, un fido, siamo in balia alle richieste più astruse di garanzie e fideiussioni. Siamo umiliati e scherniti, quanto più alta è la nostra necessità, più siamo alla mercé degli strozzini, obbligati a pagare interessi altissimi. La differenza tra questo interesse e quello di chi ha depositato non ha proporzione. Tolto la parte per la gestione e una  per coprire i rischi, quello che rimane è IMMORALE; serve per pagare gli alti stipendi della punta della piramide e per dare soldi a destra e a manca senza il minor controllo e la minima responsabilità da parte degli amministratori per i depositi affidati. Gran parte dei soldi in perdita di una banca dipende infatti dall'enorme flusso di denaro donato a chi non ha dato alcuna garanzia, che al contrario è richiesta al povero Cristo di turno. Vengono elargiti con superficialità soldi a enti pubblici, grosse finanziarie e a personaggi loschi, tutti questi farabutti ottenuti i soldi regalano laute mance a chi li ha procurato credito non coperto. Non c'è nessun mistero dietro a quanto è avvenuto in Banca Etruria, Banca Marche, Carife, CariChieti, come d'altronde su Monte Paschi di Siena e tutte le altre. Tutto il sistema dev'essere rifondato, cominciando da BankItalia e Consob, dev'essere sradicato il sistema di potere politico commisto alla raccomandazione, che proietta a capo di questi istituti persone non al di sopra dei sospetti. Infine è obbligatorio mettere le mani in tasca a chi percependo stipendi favolosi le porta alla bancarotta. Che cosa possono fare i cittadini? Domandiamoci che cosa faranno le banche se i depositi mancano? In attesa di tempi migliori,  se non sappiamo cosa fare dei nostri risparmi è preferibile pagare una cassetta di sicurezza e tenerli fermi, per lo meno sono al sicuro. Se dobbiamo fare pagamenti utilizziamo carte prepagate o teniamo i soldi sul conto per lo stretto necessario. Dobbiamo prenderli per la gola. BASTA essere truffati e trattati da paria, ricordiamoci sempre: l'unione fa la forza. Siamo in tanti rispetto alla percentuale di lestofanti e furbi, inoltre bisogna avere a mente che il popolo è sovrano e se ha cognizione della sua forza sempre sarà vincente. Tutti abbiamo memoria di chi nell'ora del bisogno ci ha dato un aiuto, dobbiamo imparare ad allearci con i nostri simili e non con chi nulla farà per noi.
p.s. leggete sempre su questo blog: https://www.bastablabla.com/2015/07/quante-avvilente-e-intrigante-scrivere.html