venerdì 22 luglio 2016

Russia, il minore dei mali...


In questo periodo non ci preoccupiamo certo della profezia di Nostradamus che vedeva i cavalli dei cosacchi abbeverarsi alle fontane di San Pietro, sarebbe il minore dei mali! Ricapitoliamo episodi distinti tra loro che portano però l’effetto di mettere i Russi all'angoletto. Erdogan uccide Curdi, imprigiona giornalisti, traffica armi e petrolio con gli integralisti dell’Isis e di altre congreghe, ma l’Europa si fida del soggetto e gli affida sei miliardi dei nostri soldi per “frenare” i migranti. Al contrario la crisi politica tra la Russia e l’Ucraina vede l’UE battersi per i diritti umanitari degli ucraini non-filorussi, governati da un apparato corrotto, che nell'ultimo anno ha visto dimettersi il ministro dell’economia Abromavicius in contrapposizione con il proprio presidente. L’embargo scellerato, voluto da americani e UE, è già costato all'Italia una perdita economica di 3,6 miliardi! Nello sport, il Comitato Olimpico Internazionale, non fa partire per le Olimpiadi di Rio 2016 la squadra di Atletica russa, non solo gli atleti dopati ma TUTTA la squadra. Il detto di Mao “colpire uno per educare cento” in questo caso subisce una crescita imponente. Strano però, non sono pochi i casi di doping nelle Olimpiadi, vogliamo parlare dell’americano Tim Montgomery che dichiarò di aver assunto testosterone e ormone GH per quattro volte al mese prima
dei Giochi di Sydney, dove conquistò la medaglia d'oro nella staffetta 4x100. Che dire degli ori sui 100, sui 200, e il bronzo nel salto in lungo vinto da Marion Jones, altra rea confessa? E l'oro vinto nella 4x400 maschile di Antonio Pettigrew, cancellato dopo la sua confessione di aver fatto ricorso a sostanze dopanti? Attenzione questi atleti non sono stati scoperti, hanno a un certo punto confessato spontaneamente la marachella. Quanti altri non si sono esposti alla berlina? Al Comitato diciamo che seguendo il loro principio, tutti i campioni appartenenti a squadre con atleti dopati al loro interno, dovrebbero restituire le medaglie vinte. Per questo viene da pensare a qualcosa di mirato, prestabilito. Non ci sono solo santi da una parte e peccatori dall'altra, l’odore di zolfo si sente da entrambi i lati. Politici italiani, europei, americani, siamo abbastanza cresciuti. BASTA di esaltazione solo per farci sostenere i vostri interessi particolari. E’ per questo che state importando carne nuova, meno avvezza ai vostri giochi?

venerdì 24 giugno 2016

Brexit


Sorry! UK  has the balls to get out of EU/ Scusate! UK ha gli attributi per uscire dall'UE.
Euro-burocrati, speculatori, per troppi anni avete fatto il buono e il cattivo tempo. Sarà un periodo durissimo ma il POPOLO si riapproprierà della DEMOCRAZIA, per la quale siamo disposti a fare sacrifici. Si dovrà ricostruire, riformulare un'Europa che vada bene a tutti. BASTA finanza e finanziatori, occulti e non. La scaramanzia è servita, l'Inghilterra ci insegna nuovamente cos'è la sovranità nazionale.

mercoledì 22 giugno 2016

Brexit, UK non ha gli attributi per uscire dall'UE/ Brexit, Uk doesn't have the balls to get out of EU


In filosofia un pensiero astratto, un principio teorico privo di una solida base, s’indica con il termine “speculazione”. Nel dopoguerra abbiamo la ricostruzione, dove milioni di formichine europee hanno dato il meglio di se, lavorando e attuando un solido sistema di “welfare state” (benessere di Stato); ai primi politici idealisti susseguono di elezione in elezione, scaltri manovratori, oscuri arrivisti, e prezzolati imbroglioni. Nel mezzo troviamo i buonisti, i sepolcri imbiancati, i visionari. Difficile capire chi danneggia di più, sono però assimilati nella conseguenza delle loro azioni, di fatto una sfiducia generale dei cittadini nei loro confronti. Gli elettori tentano una difesa, resa ardua dalla disinformazione e da una cultura poco democratica, che segnala e marchia chi non si allinea nel pensiero comune. Per garantire lo status quo si lancia l’epiteto “populista” al disgraziato di turno, restio a fidarsi dell’integrazione, dell’arrivo in massa di migranti, dell’economia abbozzata da un manipolo di burocrati, intorno ai quali si sente puzza d’interessi personali. L’espressione “welfare” nasce in Gran Bretagna durante la Seconda guerra mondiale, s’intende garantire con politiche pubbliche il benessere e l’assistenza a tutti i cittadini. Si fonda sull'idea di assicurare un tenore di vita minimo a tutti, consentendo inoltre, senza distinzioni, servizi fondamentali quali la sanità e l’istruzione. E’ una guerra tra Davide e Golia, tra idealisti e speculatori, purtroppo l’esito pende per il
gigante. Il perché trae origine dall'incapacità delle forze interessate di coagularsi, siamo cresciuti nel mito del denaro, dove ci siamo: - noi e gli altri. Si annida l’idea di poter fare a meno del vicino, visto come un potente concorrente, chi avendo toglie a noi. Per questo la speculazione è prosperata senza freni, sfruttando senza scrupoli le situazioni favorevoli e cagionando danni senza pudore, così al mostro sono cresciute molte teste, e ora gli occhi sono puntati su ognuno di noi. Seguendo questo concetto la Gran Bretagna dovrebbe correre da sola, infatti, l'economia è in salute, e il debito/pil non è elevato. La moneta unica ha eliminato per gli investitori il rischio del cambio valutario, questo ha aiutato i paesi dell’Europa del sud le cui monete vivevano in perenne oscillazione, in contropartita i paesi del Nord hanno avuto più mercato, ma gli Inglesi rimanendo con la sterlina, di tutto questo non hanno guadagnato o perso nulla. L’assassinio della parlamentare Jo Cox lascia perplessi, così come quello di Giulio Regeni, troppo facile e fin  troppo semplice. Non viviamo tempi in cui è consentito ingenuità di pensiero, innocenza davanti a fatti piombati nel momento “giusto” per indicare una strada; nel primo caso per favorire il “rimanere” dentro l’UE, nel secondo per l'Italia entrare in contrasto con l’Egitto. Elementare Watson! Aspettiamo il risultato del referendum, però “Inglesi non avete più gli attributi, per questo rimarrete nell'Unione”.